Milano, ex fonico Modà: Sono ammalato di pedofilia

Milano, 13 gen. (LaPresse) - "Ve lo dico con certezza, sono ammalato di pedofilia". Questa la confessione che l'ex fonico dei Modà, Paolo Bovi, ha affidato a una lettera di addio ai suoi genitori, scritta il 13 marzo scorso poco prima di tentare il suicidio dopo essere stato arrestato per violenza sessuale ai danni di quattro ragazzini. Alcuni passaggi della missiva sono contenuti nelle motivazioni appena depositate della sentenza con cui Bovi il 10 ottobre è stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori ed evasione, perché per tentare di togliersi la vita si è tolto il braccialetto elettronico che era stato obbligato a portare quando era stato messo agli arresti domiciliari.

"Sono malato da tantissimo tempo - ha scritto Bovi ai genitori - per quello che riesco a ricordare già dalle scuole medie credo. Sono sempre stato un bambino sensibile, dolce e sincero e ho sempre creduto che ogni cosa che dicevano papà e mamma era la verità. Per me quello che mi dicevano i miei genitori era la cosa più importante. Sono sempre stato buono e volevo conoscere il mondo come tutti. Purtroppo e ve lo dico con certezza sono ammalato di pedofilia. L'ho capito quando alle superiori ho sentito per la prima volta quella parola e l'ho cercata sul vocabolario. Una sola riga che descriveva esattamente le mie sensazioni".

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