Milano, due fermati per l'omicidio dell'ex calciatore La Rosa: sono madre e figlio
Non volevano restituire dei soldi che lui gli aveva prestato. Hanno cercato di far sparire il cadavere sciogliendolo nell'acido

Non volevano restituirgli i 38 mila euro che gli aveva prestato. Per questo Raffaele Rullo, 35 anni, e sua madre Antonietta Biancanello hanno deciso di uccidere Antonio La Rosa e di farne sparire il corpo. L'ex calciatore è stato trovato morto ieri pomeriggio nel baule dell'auto guidata dalla signora Biancanello.Madre e figlio sono stati arrestati.

É il quadro emerso dalle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano, guidati dal tenente colonnello Michele Miulli e coordinati dal pm Eugenio Fusco che da un mese indagavano sulla scomparsa di La Rosa. Il 35enne era sparito il 14 novembre, subito dopo aver partecipato alla presentazione del nuovo allenatore del Brugherio Calcio, società di cui era direttore sportivo.

Quel giorno aveva incontrato Rullo a casa della madre a Quarto Oggiaro per consegnarli altri 8 mila euro. Di quell'appuntamento la Rosa aveva parlato con la fidanzata, che conosceva Rullo, e con un calciatore del Brugherio. Da quell'incontro, però, La Rosa non era più tornato. Sul suo corpo, trovato ieri a bordo dell'auto di Antonella Biancanello, c'era un profonda ferita alla gola, che con ogni probabilità ne ha causato la morte.

Madre e figlio, però, avevano pensato anche di fare a pezzi il cadavere: nei giorni precedenti, infatti, avevano acquistato una motosega. In casa della donna, inoltre, i carabinieri hanno trovato diverse fiale di anestetico, utilizzate probabilmente per addormentare l'ex calciatore prima di ucciderlo. Tra le ipotesi per far sparire il corpo, madre e figlio avevano pensato anche all'acido.

Rullo aveva fatto ricerche su internet per capire come il boss mafioso Giovanni Brusca avesse fatto per dissolvere con il liquido corrosivo il corpo del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso l'11 novembre del 1996 al termine di un rapimento durato oltre due anni. Anche questo tentativo, però, non era andato a buon fine. Rullo e la madre erano già stati sentiti come testimoni dai carabinieri dopo la scomparsa di La Rosa e le loro versioni non avevano convinto gli inquirenti. Le indagini, poi, sono arrivate a una svolta dopo che nei giorni scorsi è stata intercettata una conversazione dalla quale si capiva che i due avrebbero dovuto spostare qualcosa di "ingombrante" e che emanava "cattivo odore". Il corpo dell'ex calciatore, infatti, è stato trovato in posizione fetale all'interno di un bidone blu.

L'intenzione di Rullo e della madre era quella di portarlo in un garage a Seveso. Per caricare il bidone sulla macchina, la donna aveva chiesto aiuto a un conoscente, proprietario di un muletto. Operazione alla quale i militari avevano assistito a distanza, senza intervenire. E quando, nel tardo pomeriggio di ieri, i militari dell'Arma l'hanno fermata sulla Milano-Meda, la 59enne ha detto loro che stava "trasportando del gasolio", senza tradire alcuna emozione. Rullo e la madre sono stati fermati per omicidio e occultamento di cadavere. Sono ancora in corso gli accertamenti per capire quando esattamente La Rosa sia stato ucciso. Anche il libretto e le chiavi della macchina dell'ex calciatore, che era sparita insieme a lui, sono stati trovata dai carabinieri a casa di madre e figlio, che abitano entrambi a Quarto Oggiaro.

 

 

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