Milano, comunità in marcia per la Giornata Mondiale della Pace

Milano, 1 gen. (LaPresse) - Un momento di incontro ecumenico accompagnato dai canti della comunità russa, un minuto di silenzio, la condivisione di una tazza di tè accompagnata da un dolce e una marcia verso il Duomo, per assistere insieme alla messa celebrata dal cardinale Angelo Scola. A Milano, la Giornata Mondiale della Pace è iniziata così, nella chiesa di San Vito in Pasquirolo, dove un centinaio di fedeli e non si sono riuniti alle 16 per una riflessione comune sui conflitti che interessano il pianeta. E' una ricorrenza che ritorna da una ventina d'anni, anche se con modalità diverse. L'obiettivo è sempre far risuonare voci di tutto il mondo", spiega Andrea Marcante, ufficio stampa della Comunità di Sant'Egidio, che ha organizzato l'incontro. "Quest'anno - aggiunge - il senso della giornata è anche legato alla proposta che abbiamo avanzato poco prima di Natale con la tavola metodista valdese per aprire corridoi umanitari dai campi profughi. I primi sono arrivati dal Libano nei giorni scorsi. Quello che proponiamo è un modello piccolo, che speriamo possa essere replicato ed esteso. In questo modo si evitano i viaggi della morte, ma si riesce anche a effettuare un controllo sulle partenze". Nella chiesa di San Vito - dove abitualmente le funzioni sono tenute in quattro lingue: italiano, russo, ucraino e moldavo - a parlare sono stati Giorgio Del Zanna per la comunità di Sant'Egidio, la cappellana della Chiesa Anglicana, Vickie Sims, e padre Makar, per la comunità russa ortodossa. Oltre a Hussein, un profugo giunto nel capoluogo lombardo dal Pakistan. Del Zanna ha aperto la celebrazione citando alcuni passi dell'omelia di Papa Francesco dedicata alla Giornata Mondiale della Pace, mentre da Vickie Sims è arrivato un invito a costruire rapporti umani, senza chiudersi nelle proprie piccole comunità. "Questi incontri sono importantissimi. Perché ci sia pace, la prima cosa è stare insieme, vedere e ascoltare l'altro", il commento di padre Makar al termine dell'incontro, conclusosi con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime delle guerre in corso. I nomi delle nazioni dove si combattono conflitti più o meno conosciuti al grande pubblico - dall'Afghanistan al Sud Sudan, passando per la Terra Santa e la Birmania - sono quindi comparsi sui cartelli che i partecipanti alla giornata hanno sollevato in una marcia lungo corso Vittorio Emanuele, tra turisti e cittadini.

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