Milano, clochard morto di freddo, dormiva sotto i portici vicino alla Stazione Centrale
Si tratta di un italiano di 48 anni. Sala: "Al lavoro per convincere senza tetto ad accettare aiuto"

Viveva da tempo in strada, dopo che la sua esistenza aveva preso una piega sbagliata, e non aveva mai accettato aiuti e posti letto nei rifugi. Max, 47 anni, originario di Paderno Dugnano, è la prima vittima del gelo a Milano: dormiva sotto i portici di via Vittor Pisani, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale.

È stato trovato incosciente poco dopo le 8 di mattina dal portiere del palazzo davanti al quale dormiva. All'arrivo dei soccorritori del 118 era in arresto cardiaco e sono stati inutili i tentativi di rianimarlo. Era noto alle unità mobili dei sevizi sociali e faceva parte di un gruppo storico di clochard 'irriducibili'. Uomini e donne, italiani e stranieri, che rifiutano i posti nei dormitori comunali. Alcuni di loro hanno problemi di alcolismo, spiegano gli operatori: una condizione che abbassa la soglia di percezione del gelo di queste ore, portando a rischiare la morte quasi inconsapevolmente. "Ci siamo proposti molte volte, ma non hanno mai accettato alcun aiuto", spiegano i volontari dell'associazione City Angels.

"La tragica notizia della scomparsa di un senzatetto rafforza la nostra convinzione che queste persone vanno aiutate", ha commentato il sindaco Giuseppe Sala spiegando che "polizia locale e protezione civile sono di nuovo all'opera per aiutare e convincere i senzatetto ad accettare l'aiuto di Milano". In vista dell'ondata di maltempo i vigili hanno contattato circa 200 senzatetto per convincerli a spostarsi nelle strutture del comune. "Solo 8 hanno accettato la nostra offerta", ha rivelato il sindaco, "e la legge non ci permette di obbligarli".

"Non possiamo fare altro che insistere sulla strada di questi giorni. Aumentare al massimo gli sforzi perché tutti accettino le nostre proposte d'accoglienza come hanno già fatto da almeno 2400 persone in questi mesi", ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. L'amministrazione ha reso noto di avere ancora oltre 250 posti liberi in 23 strutture. "Chi rifiuta l'inserimento nelle nostre strutture mette a repentaglio la propria vita. Siamo ovviamente molto preoccupati per i rischi che tanti corrono", ha aggiunto Majorino. Di un "dramma della solitudine" e di "un dolore per la città con il cuore in mano" parla la Mariastella Gelmini, vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia e consigliere comunale a Milano. "Nessuna polemica, solo l'impegno di tutti, volontari, cittadini, polizia locale per convincere chi non ha un tetto ad accettare il ricovero del Comune", ha aggiunto.
 

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