Milano, arrestato Cochis: fu braccio destro di Vallanzasca
Avrebbe organizzato delle truffe immobiliari in centro, per lui l'accusa è di tentata estorsione in concorso

È stato arrestato a Milano Rossano Cochis, 69 anni, il braccio destro di Renato Vallanzasca, criminale degli anni '70. Avrebbe organizzato delle truffe immobiliari in centro, e per lui l'accusa è di tentata estorsione in concorso. L'1 febbraio scorso polizia di Stato aveva arrestato in flagranza i suoi due 'soci', Gaetano Spera e Simone Biancardi. Ieri sera gli agenti del commissariato Greco Turro hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Milano.
Ed è in carcere che Cochis, già condannato per sequestro di persona a scopo di estorsione, omicidio aggravato, partecipazione a banda armata, rapine ed evasione, ha passato trentasette anni della sua vita, dal 1976 al 2014.

L'ex 'bandito' della mala milanese Cochis assieme a due complici si era finto avvocato per un 'recupero crediti', minacciando ed estorcendo denaro a un compratore di un appartamento di lusso da 2 milioni e mezzo di euro. Cochis, detto 'Nanu', è tornato al San Vittore dopo aver già scontato 37 anni di carcere. Nel 2014 aveva ricevuto la libertà vigilata per lavorare in un centro di recupero per tossicodipendenti. Ieri sera alle 23 quando la polizia è andato a prenderlo era a casa sua con la moglie a Bernareggio, in provincia di Monza. La vittima è un ragazzo di 26 anni, siciliano: l'indagine nasce dalla sua denuncia, fatta il 18 gennaio, stesso giorno del primo tentativo di estorsione. Lavorava nel mondo della moda e voleva acquistare un prestigioso appartamento da 2 milioni e mezzo di euro in via della Spiga, centralissima strada di Milano dove già abitava.

Aveva visto l'annuncio immobiliare su Internet a novembre, e dopo aver fissato un appuntamento con l'agenzia si era accordato con il proprietario sulla prima tranche da versare. Versati i primi 100mila euro il giovane si accorge però che il totale è troppo per le sue tasche, e chiede, come prevedeva la clausola del contratto, di rescindere riottenendo i suoi soldi. E il proprietario, risultato estraneo all'attività criminale, chiede all'agenzia di restituirgli l'assegno.

Il 26enne si incontra in zona Porta Venezia con il contitolare, oggi indagato a piede libero, che gli comunica di aver già estinto il debito e chiede al giovane altri 125mila euro. Il ragazzo fa capire che quei soldi lui non li ha, né potrà averli in tempi brevi. Viene a quindi fissato un secondo appuntamento per il 18 gennaio in un bar di viale Monza. Quel giorno l'agente immobiliare si presenta con al seguito tre uomini qualificandoli come avvocati: uno di loro è proprio Cochis, poi c'è il 62enne Spera, e il 23enne Biancardi. Quest'ultimo è il figlio del contitolare. Quel giorno, il 18 gennaio, i quattro confermano di non poter restituire l'assegno da 100mila euro, e questa volta invece di 125mila euro gli chiedono la cifra maggiorata di 300mila. Simulano anche di venirgli incontro, riconoscendo le sue difficoltà economiche, proponendo una rateizzazione in 4 tranche da 75mila euro l'una.

 

 

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