Milano, abiti rubati dopo servizi moda: denunciata fashion blogger

Milano, 24 nov. (LaPresse) - Furto nel mondo della moda a Milano. Sessantamila euro di capi di abbigliamento sono stati recuperati. Erano stati sottratti a società di sfilate da una fashion blogger che è stata denunciata. E' l'esito delle indagini dell'Unità antiabusivismo della Polizia locale partite dalla denuncia delle due titolari di una società che a Milano lavora nell'ambito della moda e delle grandi firme. Nell'appartamento di una loro collaboratrice esterna, C.O., 25enne milanese, nota fashion blogger, proprietaria di un appartamento di lusso a Milano e di due abitazioni a Ginevra, sono stati trovati 220 capi di abbigliamento femminile di diverse marche (Manoush, Traffic People, Tuwé Italia, Vittoria Romano, Ferragamo, Adidas, McCartney) per un valore pari a circa 60mila euro.

I capi erano stati sottratti illegalmente dalla blogger alla società che si occupa di sfilate di moda e servizi fotografici per riviste specializzate. La donna, denunciata a piede libero per furto, aveva escogitato un ingegnoso sistema per appropriarsi degli abiti, dopo che questi erano stati indossati per i servizi di moda, senza che fosse possibile notarne immediatamente la mancanza e senza che i sospetti potessero cadere su di lei. Gli abiti venivano successivamente messi in vendita anche per mezzo del suo fashion blog, come fossero capi da lei acquistati per sé e mai indossati. Nel blog l'esperta di style dà consigli su come vestirsi e truccarsi, anche per rispettare il proprio oroscopo, ispirandosi alle più famose celebrity di cui mostra gli outfit più alla moda.

Le indagini sono partite da una serie di controlli incrociati utilizzando il database che tiene il movimento dei capi di abbigliamento che transitavano nell'agenzia di moda milanese e le foto d'archivio degli stessi abiti. Gli agenti sono riusciti a ricostruire i movimenti delle donna tra l'Italia e la Svizzera fino a "incastrarla" dopo un perquisizione domiciliare a Milano, e a recuperare gran parte della refurtiva che vi era esposta come in un vero e proprio showroom con ancora le etichette originali. La donna è stata denunciata per appropriazione indebita. Sono ancora in corso le indagini per verificare se in altre società dove la giovane ha lavorato si siano verificati furti collegabili alla vicenda.

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