Migranti, Open Arms accusa Libia e Italia. Viminale: "Bugie, li denunciamo"
La nave sbarca in Spagna con a bordo i cadaveri della donna e del bimbo recuperati a largo delle coste della Libia e Josepha, unica sopravvissuta al naufragio

L'ong Proactiva Open Arms ha chiesto alla procura spagnola di indagare sulla guardia costiera libica e italiana, e ha accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo i governi di Roma e Tripoli. Dura la risposta del Viminale, che ha minacciato di denunciare a sua volta "chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l'immensa opera di salvataggio e accoglienza svolta dall'Italia".

La denuncia da parte di Oscar Camps, fondatore della ong spagnola, è arrivata dopo l'attracco nel porto di Palma di Maiorca della nave di Open Arms con a bordo Josepha, la donna camerunense unica sopravvissuta al naufragio che per i volontari sarebbe stato provocato dai libici, e con i corpi della donna e del bambino morti nello stesso incidente. "Spero che la procura nazionale spagnola faccia indagini per proteggere le vite in mare", ha detto Camps. Le morti in mare, ha aggiunto, sono il risultato della politica italiana "che chiude i porti e criminalizza le organizzazioni che vanno in mare". "Questa grande squadra è stata testimone della barbarie disumana che vive il Mediterraneo. I corpi di un bambino e una donna, compagni di viaggio di Josepha, ne sono la prova", ha scritto la Ong.

Secondo i media spagnoli, anche la donna sarebbe intenzionata a denunciare Italia e Libia. La 40enne del Camerun, dopo che le immagini del suo salvataggio hanno fatto il giro del mondo, riceverà lo status di rifugiata in Spagna. Per il Viminale quella della ong spagnola è una ricostruzione falsa, perché è stata Open Arms a rifiutare l'approdo nel nostro Paese, e la donna salvata è stata strumentalizzata per fini politici. "Non meritano risposta le Ong che insinuano, scappano, minacciano denunce, ma non svelano con trasparenza finanziatori e attività", riportano fonti del ministero dell'Interno. I porti siciliani erano aperti anche per accogliere i cadaveri a bordo, spiegano, e per questo alla ong era stata esclusa l'opzione Lampedusa: l'isola è infatti sprovvista di celle frigorifere per i corpi.

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