Carmelo Zuccaro
Migranti, la storia della Diciotti approda al pm Zuccaro: magistrato anti Ong

Chiesta l'archiviazione per Salvini, indagato ad agosto per sequestro di persone. L'iter è finito nelle mani della procura di Catania con a capo il pubblico ministero che lanciò pesanti accuse sui finanziamenti alle Organizzazioni non governative

La richiesta di archiviazione per Matteo Salvini arriva dopo un lungo e tortuoso iter passato dal tribunale di Agrigento a quello di Palermo e infine approdato a quello di Catania. La storia della nave Diciotti, che alla fine di un'odissea nel Mediterraneo ha galleggiato per cinque giorni davanti al porto etneo in attesa dell'autorizzazione allo sbarco con 177 immigrati a bordo, ha due grandi protagonisti nella magistratura.

Il primo è Luigi Patronaggio, procuratore capo di Agrigento, competente territorialmente perché il primo sbarco avviene a Lampedusa. Il 22 agosto il magistrato sale sulla Diciotti. Ne scende scosso e dice: "I migranti sono provati, quella nave non è da crociera". Passano i giorni e il 25 il ministro dell'Interno viene indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio. L'iter prevede che il fascicolo passi prima al tribunale dei ministri di Agrigento, poi a Palermo e infine nella mani della procura di Catania, a capo della quale c'è Carmelo Zuccaro. La toga sale alla ribalta della cronaca nella primavera dello scorso anno, quando ancora il tema dei flussi migratori non era così bollente, lanciando accuse pesanti nei confronto della navi delle Organizzazioni non governative. Senza alcun apparente motivo, inizia la sua crociata sostenendo che "che le Ong" hanno finanziamenti poco chiari. Non solo: traccia un filo rosso, senza portare né carte né giustificazioni, tra organizzazioni e trafficanti. Parole come pietre che conducono dritto dritto Zuccaro in audizione davanti al Parlamento.

Intorno alle sue convinzioni si creano velenose polemiche e molti del Movimento Cinque Stelle, tra cui Luigi Di Maio e i leghisti, serrano i ranghi a difesa del procuratore. Le 'critiche' alle Ong non hanno mai avuto un seguito in inchieste o approfondimenti, ma nel frattempo il pg è diventato il simbolo della guerra all'immigrazione. Ora è lo stesso Zuccaro, che comunque ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri etneo a 'scagionare' Salvini sostenendo che "il ritardo nel fare scendere i migranti è giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale".

Ora si attende il giudizio dell'ultimo tribunale, ma la richiesta di archiviazione è una strada già abbastanza delineata. 

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