Migranti, l'ultima via per la Francia è da Bardonecchia
REPORTAGE Le porte dell'Europa si sono chiuse a Ventimiglia e al Brennero e si cercano nuove strade

Il problema è scegliere la direzione giusta. Sinistra o destra. Da una parte c'è da scalare il colle della Scala, a 1750 metri di quota e poi una lunga marcia in territorio francese fino a Briançon. La via è presidiata dalla gendarmerie e dall'esercito francese con i visori notturni. L'altra possibilità si chiama Valle Stretta: bisogna passare inosservati alle spalle dei posti di controllo, con la prospettiva di una scarpinata di 6 ore all'ombra del monte Thabor fino a raggiungere Modane. Perdersi sarebbe fatale, a quota 2mila metri, per ragazzi cresciuti ai bordi del deserto e che per la prima volta vedono le montagne.

Idriss non sa che cosa fare. Seduto su un muretto al bordo della strada, appena fuori dall'abitato di Bardonecchia, aspetta la chiamata del suo informatore. Un amico che è passato di qui pochi giorni fa e ora si trova a Parigi. Idriss ha 32 anni e viene dalla Costa D'Avorio. È sbarcato in Sicilia dopo essere stato salvato da una nave di Save the Children. A Como ha pagato un 'passeur' per essere portato in macchina in Svizzera, ma è stato scoperto alla frontiera e respinto. Ora è preoccupato e non sa di chi può fidarsi. Ha preso con sé cinque connazionali, tutti minorenni di 16 e 17 anni. Non hanno attrezzature né vestiti adatti, non conoscono la strada. Lo seguono sperando li porti in salvo in Francia. Gli abitanti di Bardonecchia e i turisti si sono ormai abituati ad assistere a queste scene. Da qualche mese piccoli gruppi di migranti, soprattutto ivoriani e guineani, risalgono i sentieri che portano in Francia. Le porte dell'Europa si sono chiuse a Ventimiglia, al Brennero e al confine di Como con la Svizzera. I disperati in viaggio cercano nuove strade, sempre più rischiose. L'ultima è quella che da Torino porta qui, passando davanti allo stemma a cinque cerchi di Torino 2006 e al villaggio olimpico, tra i campeggi e gli impianti di risalita. I migranti arrivano in treno, una ventina al giorno. La polizia lo sa e li aspetta sul binario: controllano la nazionalità, ma nessuno viene fermato. Subito fanno perdere le loro tracce tra le case e nei boschi.

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