Migranti, altro sconfinamento a Claviere. Scontro Salvini-Eliseo

Il ministro dell'Interno sulla vicenda del gruppo di profughi "scaricato" dalla gendarmeria in un boschetto al confine: "Vergogna internazionale". E spunta un video del 2017 su un caso analogo accaduto a Bardonecchia

Ecco un altro 'caso' Claviere e s'infiamma la polemica fra il Viminale e l'Eliseo. Ma partiamo dai fatti. Le indagini della Procura di Torino sugli sconfinamenti delle forze dell'ordine francesi in territorio italiano non riguardano solo l'episodio di venerdì scorso nella cittadina nell'alta valle di Susa, con un furgone della Gendarmerie che ha fatto scendere due migranti, ma anche precedenti "anomalie" che risalgono al 2 agosto di quest'anno. In quell'occasione due cittadini proprio di Claviere (Torino) sono stati fermati separatamente da uomini armati, a quanto pare francesi, con tuta mimetica e giubbotto antiproiettile. Dopo essere usciti dal bosco nella zona di Gimont, a Cesana Torinese, i militari stranieri avrebbero chiesto i documenti e impedito a uno dei due cittadini italiani, che circolava in moto, di proseguire lungo la strada. Ai due era stato intimato di non raccontare di aver visto uomini armati. Gli episodi, secondo quanto riferito dalla Procura torinese, sono accaduti a circa due chilometri dal confine italiano.

Intanto, spunta un video su Facebook del documentarista Luigi D'Alife che ha girato delle immagini il 29 dicembre 2017 a Bardonecchia, sempre nell'alta val di Susa. Questa la descrizione fornita: "Un furgone bianco con all'interno personale in divisa della gendarmerie francese arriva e 'scarica' davanti alla stazione due persone di origine africana. Poco dopo riparte e se ne va". "E' qualcosa che avveniva e continua ad avvenire quotidianamente - continua - tanto a Bardonecchia quanto a Claviere".

In ogni caso, gli ultimi fatti hanno scatenato l'ira del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Dopo il furgone della gendarmeria avvistato a Claviere stanno emergendo altri episodi inquietanti. Non ci interessano le giustificazioni, peraltro ridicole, né le indagini interne avviate dai francesi. Parigi deve comunicarci immediatamente le identità degli immigrati lasciati nei boschi", attacca il vicepremier dopo aver parlato di "offesa senza precedenti nei confronti del nostro Paese" e di "vergogna internazionale". La Francia, dal canto suo, respinge le accuse. L'Eliseo parla di "errore riconosciuto dalla prefettura" ma denuncia una "strumentalizzazione politica individuale" da parte del titolare del Viminale.

Sta di fatto che in merito all'episodio di agosto i pm di Torino hanno aperto un fascicolo a modello 45 (senza indagati e senza formulazione di ipotesi di reato). Sul caso più recente, invece, in cui uomini della Gendarmerie sono stati notati da agenti della Digos mentre lasciavano due persone di origini africane in territorio italiano, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti con ipotesi di reato di trasporto illegale di stranieri nel territorio dello Stato. "Non risulta - rende noto la Procura - che in occasione dei due episodi le autorità italiane fossero state messe al corrente di controlli preventivi da parte francese". Come già in passato per i fatti di Bardonecchia, sarà emesso anche un ordine di investigazione europeo, "confidando nella doverosa collaborazione" con le autorità transalpine.

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