Migrante ucciso, i compagni: "Gli hanno sparato come fosse un animale"
"Gli hanno sparato in testa come fosse un animale. Non era mica un criminale o un terrorista". Sono parole di un bracciante di San Ferdinando, provincia di Reggio Calabria, dove lunedì 4 giugno è stata indetta una giornata di sciopero per l'uccisione di Soumaila Sacko, il 30enne del Mali morto durante una sparatoria avvenuta due giorni prima. Il ragazzo maliano era stato raggiunto da un colpo di fucile mentre con altri due migranti, cercava dei pezzi di lamiera in una fabbrica dismessa del Vibonese. Lamiere che sarebbero servite per migliorare la tenuta termica dei rifugi dove i braccianti sono costretti a dormire. Da anni Sacko era impegnato nelle lotte sindacali per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti in nero.