Migliaia alla marcia per la vita. Papa: Rispettare l'embrione

Roma, 12 mag. (LaPresse) - Migliaia di persone (quindicimila per gli organizzatori) stamane a Roma hanno preso parte alla 'marcia per la vita', una manifestazione antiabortista partita dal Colosseo e terminata a Castel Sant'Angelo, dove qualche attivista ha proseguito lungo via della Conciliazione fino a raggiungere quasi piazza San Pietro, incrociando il Papa che, a bordo della sua vettura bianca, faceva il suo giro tra la folla, dopo la messa nel corso della quale ha canonizzato tre beati. Incontrando gli attivisti, Bergoglio ha sottolineato l'importanza di "mantenere viva l'attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento".

"La nostra marcia è quella di un popolo che vuole infondere nuova vita in una società che si decompone e muore", ha annunciato la portavoce della marcia, Virginia Coda Nunziante, da un palco allestito accanto al Colosseo, poco prima dell'inizio della manifestazione. Presente anche il padre, Luigi Coda Nunziante, presidente dell'associazione Famiglia domani, che ha marciato accanto al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, prefetto del supremo tribunale della segnatura apostolica. Saldatura anche con gli antiabortisti francesi, con la presenza di Xavier Dor, fondatore di Sos Tout-petits (allarme per i piccoli).

In marcia con gli antiabortisti anche il sindaco della capitale Gianni Alemanno e la sua delegata alle pari opportunità, Lavinia Mennuni, oltre a Giorgia Meloni, con una delegazione di Fratelli d'Italia, Maurizio Gasparri, Paola Binetti, Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi. In piazza anche Magdi Cristiano Allam.

Tra gli slogan che campeggiavano sui cartelli "Ogni aborto è un bambino morto", "La vita inizia dal concepimento", "Abortire la 194", "Basta con i genocidi silenziosi", "+ nascite -aborti", "194: già 5 milioni di morti". "La marcia - scrive il presidente del Consiglio pontificio per la famiglia, Vincenzo Paglia, in una lettera indirizzata a Luigi Coda Nunziante - è un gesto per risvegliare le coscienze, per testimoniare la propria convinzione di fede, ma anche per mobilitare gli uomini di buona volontà in difesa della vita e mantenere vivo nella società il rifiuto dell'aborto come questione umana e antropologica decisiva e universale".

Presente un folto gruppo di religiosi e religiose dell'Istituto del verbo incarnato, di esponenti dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi, del Movimento laicale orionino, con il superiore generale della congregazione don Flavio Peloso, dell'Ordine di Malta con il suo assistente spirituale monsignor Azelio Manzetti, di monsignor Ignacio Barreiro, direttore dell'ufficio italiano di Human Life International.

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