Meredith, la sorella Stephanie: Speriamo di mettere la parola fine

Firenze, 31 gen. (LaPresse) - "Speriamo che questa sentenza metta la parola fine". Lo ha detto Stephanie Kercher, la sorella di Meredith, nel corso di una conferenza stampa a Firenze, all'indomani della sentenza della corte d'assise d'appello del capoluogo toscano che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa britannica a Perugia nel 2007.

LA SORELLA: "NON ABBIAMO LETTO LA LETTERA". La giovane ha anche detto di non aver letto la lettera inviata da Amanda Knox alla famiglia Kercher: "No, non l'abbiamo letta". "Mi hanno detto che c'era una lettera" ma, ha spiegato, ancora "non c'è una decisione finale" della giustizia italiana, "perciò è molto difficile per me leggere quella lettera".

IL FRATELLO: "TRIPLO PROCESSO NON E' UN MALE". Alla conferenza stampa è intervenuto anche il fratello di Meredith, Lyle Kercher, difendendo la giustizia italiana. "Penso - ha detto - che molti commentino sul sistema legale italiano senza conoscerne molto". Il fatto, ha aggiunto, che Amanda Knox e Raffaele Sollecito siano stati prima condannati, poi assolti e poi condannati nuovamente "non vuol dire necessariamente che sia un cattivo sistema", perché "un doppio e triplo controllo" in sè rappresenta qualcosa di sbagliato, purché si arrivi a stabilire cosa è accaduto.

LEGALE: "ORA RISPETTARE SENTENZA ANCHE NEGLI USA". "Così come noi abbiamo preso atto della sentenza di assoluzione, gli imputati devono ora prendere atto della sentenza di condanna. La legge italiana va rispettata anche dagli Stati Uniti", ha sottolineato poi l'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher. "Tra giudizi cautelari e di merito - ha aggiunto - sono più di 40 i magistrati che si sono convinti della colpevolezza di Sollecito e della Knox. Solo quelli dell'appello di perugia si erano convinti del contrario".

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