Riace e Milano in piazza per Lucano. E una ex sindaca si autodenuncia: "Anche io ho celebrato matrimonio contro la legge"

Migliaia di persone esprimono solidarietà per Domenico Lucano, agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina

Due manifestazioni per dimostrare il proprio appoggio a Domenico Lucano, sindaco - al momento sospeso - di Riace, agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestinaLa solidarietà non si arresta è il titolo dell'iniziativa, organizzata in San Babila dalle reti Milano antifascista, antirazzista, meticcia e solidale. Tra gli striscioni portati in piazza anche quello raffigurante i due famosi Bronzi che si dicono: "Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, è il guerriero che più ci piace". A Riace invece almeno cinquemila persone giunte da tutta Italia hanno marciato in solidarietà di Lucano, che ha salutato col pugno sinistro chiuso dalla finestra di casa. "Tieni duro, non sarai mai solo", è il messaggio urlato dai manifestanti che sfilano a piedi per le vie del paese sulle note di Bella ciao.

"Qualche migliaio di persone di sinistra (tra cui Laura Boldrini) - ha commentato Matteo Salvini - ha manifestato solidarietà al sindaco di Riace, finito ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Quando scoppiò il caso Diciotti, l'Anm difese il pm tuonando 'basta interferenze', mentre Mattarella ricordò che 'nessuno è al di sopra della legge'. Ora diranno le stesse cose?".

Anche Egidia Beretta, ex sindaca del Comune di Bulciago (Lecco) e madre di Vittorio Arrigoni, attivista ucciso a Gaza nell'aprile 2011, è intervenuta sui social network. Su Facebook si autodenuncia, ammettendo di aver celebrato un matrimonio per permettere a uno straniero di rimanere di Italia: "Conosco un Sindaco, o meglio una Sindaca, come non mi piace dire, che qualche anno fa, accettò di celebrare un matrimonio particolare - racconta in un lungo post -. Un giovane straniero dell'Est che si stava costruendo una buona vita qui, ma in procinto di ritornare clandestino, scaduto il permesso di soggiorno, a meno che... A meno che una donna generosa, molto più grande di lui, benefattrice della struttura che lo ospitava, non si offrisse di legalizzarlo attraverso il matrimonio". 

"Erano gli anni nei quali il Ministro dell'Interno di allora, Maroni, sguinzagliava le forze dell'ordine ad impedire nozze di convenienza, specie fra anziani, pareva, abbindolati da badanti straniere - spiega ancora Beretta -. Qui era il contrario, il giovane straniero e la donna molto più grande, elegante e distinta. Quel sabato pomeriggio c'era tensione in Municipio e un po' di ansia. Qualcuno fuori, di vedetta. Finché la formula non fu pronunciata, davanti ai testimoni, gli anelli scambiati da una mano gentile a una manona operaia. Il, la Sindaca, non si pentì mai di non aver obbedito non a una legge, ma una disposizione che considerava ingiusta. Seppe e sa ancora oggi che quel giorno ha aiutato a ridare una vita a chi la stava probabilmente perdendo". Conclude il post: "Rischiando di suo, consapevolmente, sapendo di star semplicemente camminando sulla stessa via tracciata da chi, che gli è carissimo, prima di lei, ha osato".

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