Maltempo, Coldiretti: Danni per decine di milioni, è calamità

Parma, 14 ott. (LaPresse) - "Trentamila prosciutti sott'acqua nella zona di Corniglio a Parma sono l'emblema di uno stato di calamità nelle campagne dove si contano campi allagati, coltivazioni distrutte, stalle e stabilimenti agroindustriali inagibili, serre divelte, aziende agricole isolate". Ad affermarlo è la Coldiretti, che sta monitorando sul territorio gli effetti provocati dal maltempo per verificare se esistano le condizioni per lo stato di calamità di fronte a danni stimati per decine di milioni di euro. L'ondata di maltempo, dopo essersi accanita sulla Liguria, sul basso Piemonte, sull'Oltrepò pavese e sul mantovano, ha sfogato la sua forza sull'Emilia Romagna, sul Veneto e sul Friuli e minaccia ora di scendere lungo la Penisola.

In Emilia Romagna si contano stalle e aziende allagate, con la raccolta del mais bloccata e le semine autunnali a rischio se non torna il bel tempo. Particolarmente colpita la provincia di Parma nelle zone dell'alta Val Parma dove, a Corniglio, è finito sott'acqua un prosciuttificio con trentamila prosciutti e, a Calestano, si registrano problemi di allagamenti per stalle e capannoni. In Val Taro le zone con maggiori frane sono Bedonia e Compiano. Nella bassa, in particolare nella zona di Colorno, sono state allagate diverse stalle.

In Veneto colpite in particolare il padovano, la zona di Este con alberi divelti e strade interrotte anche a Battaglia Terme e a Maserà lungo la statale. In Liguria gli effetti delle bombe d'acqua si sentono sull'economia agricola della Riviera con il dimezzamento della produzione del pregiato olio d'oliva extravergine, mentre in Piemonte, nell'alessandrino, i viticoltori di Gavi lamentano pesanti perdite di uva da vino destinata alla Docg.

In Lombardia, afferma la Coldiretti, la situazione è pesante nel mantovano soprattutto a causa della tromba d'aria che ha scoperchiato capannoni e fienili nella zona di Ostiglia, ma anche nell'Oltrepo pavese, dove si fanno i conti con la bomba d'acqua che ha colpito soprattutto le zone di alta collina tra Varzi e Cecima con grandine e vento forte, abbattendo numerosi frutteti delle varietà più tardive di mele e pere pronte per essere colte.

Numerose, informa la Coldiretti, le serre atterrate: degli ortaggi di stagione, in particolare insalate fresche che erano pronte per essere raccolte e vendute, resta ben poco. A essere colpite anche alcune aziende agricole già vittima dell'lluvione del 2010, degli allagamenti della scorsa primavera e di altre calamità fra Montagnana, Saletto, Carceri, Vighizzolo, Sant'Elena Monselice e Santa Margherita d'Adige, dove sono state scoperchiate serre su una superficie di 8.000 metri quadrati. Da quantificare, segnala la Coldiretti, sono i danni alle strutture aziendali e alle colture a pieno campo, come i radicchi, in particolare nella zona di Maserà e Due Carrare. Un bilancio che in molte aziende agricole ha provocato la perdita dei risultati di un intero anno di lavoro, mentre in alcuni casi l'effetto dei danni si protrarrà per anni.

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