Mafia, sequestrato ristorante 'Pitti' a Catania
Nell'ambito dell'operazione erano già finite in carcere 15 persone

Stamattina, su delega della procura di Catania, la polizia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso da gip di Catania, della società San Giuliano s.r.l. compresi tutti i beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati, dalla stessa società posseduti, con particolare riferimento al ristorantre 'Pitti' di Catania.

Il provvedimento accoglie gli esiti di un'indagine coordinata dalla locale Dda ed eseguita dalla squadra mobile in prosecuzione delle investigazioni che il 21 gennaio 2016 avevano condotto, nell'ambito dell'operazione 'Bulldog', alla custodia cautelare di 15 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso  in quanto facenti parte della famiglia Santapaola-Ercolano, intestazione fittizia di beni e furti, con l'aggravante di cui all'art.7 Legge 203/91, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dal 416 bis ed al fine di agevolare l'attività dell'organizzazione mafiosa.

Le indagini hanno evidenziato che la società San Giuliano, proprietaria del Pitti, ristorante ubicato nel centro cittadino riconducibile a uno degli arrestati, erano state fittiziamente attribuite al socio unico, compagno della figlia di un altro arrestato. Le stesse indagini hanno, altresì, evidenziato la distrazione di denaro (per un ammontare di circa 100mila euro) dalle casse di altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro nell'ambito dell'operazione Bulldog - confluito nel finanziamento dell'operazione 'Pitti". Ai tre è stato contestato il reato di intestazione fittizia di beni e inoltre a vario titolo appropriazione indebita, truffa ai danni dello stato, mancata fatturazione, e l'appropriazione indebita, con l'utilizzo di un pos mobile collegato ad un conto corrente intestato alla società gestore del 'Pitti', di parte degli incassi derivanti da altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario.

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