Mafia Roma, rapporto paritario tra la capitale e il clan dei Mancuso

Roma, 11 dic. (LaPresse) - I rapporti di alcuni partecipanti alla cooperativa Santo Stefano Onlus, che secondo gli inquirenti era stata creata per far entrare i Mancuso negli affari romani, con Giovanni Campennì erano tesi a causa del comportamento tenuto a Roma dallo stesso Campennì. Nonostante le tensioni però tutto doveva rimanere tranquillo per evitare di interferire con gli affari. In un'intercettazione tra Salvatore Buzzi, Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, quest'ultimo spiega ai suoi interlocutori che "in quella rete là comandano loro, poi in questa rete qua comandiamo noi". Una frase che, secondo il gip che ha disposto gli arresti di oggi, "dimostra plasticamente il rapporto paritario tra le due organizzazioni criminali".

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