Mafia, pentito Siino: Dopo Capaci, Cosa nostra voleva uccidere Andò

Palermo, 13 nov. (LaPresse) - La mafia aveva intenzione di uccidere l'ex ministro della Difesa, Salvo Andò. E' quanto riferito dal collaboratore di giustizia, Angelo Siino, che sta deponendo in videoconferenza al processo sulla presunta tratattiva Stato-mafia, in corso nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. La circostanza sarebbe stata appresa da Siino nel corso di un incontro con il boss catanese Aldo Ercolano. "Subito dopo la strage di Capaci - è il racconto di Siino - Andò si professava amico di Falcone ed era molto critico nei confronti di quello che era avvenuto. Ercolano diceva che bisognava ammazzarlo perchè questi signori, a cominciare da Martelli (l'ex ministro della Giustizia, ndr), si erano 'fottuti' i voti e si erano messi a tirare calci 'come gli scecchi fausi' (asini che non lavorano, ndr)". Siino poi aggiunge: "Ercolano mi disse però che il padre, reggente del mandamento di Catania, era contrario a qualsiasi tipo di azione nei confronti di Andò". Il pentito spiega comunque di non avere mai comosciuto personalmente Andò: "Ercolano, passando da un capannone a Catania, mi disse: 'Quì è venuto l'onorevole Andò a raccomandare la questione socialista'".

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