Mafia, parla nuovo pentito. Cinque arresti: c'è anche il figlio dell'autista di Riina
Per gli inquirenti è il nuovo "reggente" del mandamento di San Lorenzo ed è accusato di diverse estorsioni

Un terremoto scuote Cosa Nostra palermitana. A provocarlo, sono state le rivelazioni di un nuovo pentito, Sergio Macaluso, uno dei capi del mandamento di Resuttana, che da qualche settimana ha deciso di collaborare con la giustizia. Grazie a lui, la Dda di Palermo oltre a lui ha fermato 5 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa e estorsione.

Tutti si stavano preparando a fuggire. Tra loro c'era anche Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore Biondino, autista e uomo di fiducia di Totò Riina. Per gli inquirenti è il nuovo "reggente" del mandamento di San Lorenzo ed è accusato di diverse estorsioni. Ufficialmente era solo il gestore di un'agenzia che si occupa di cartellonistica e pubblicità, la 'MP'. In realtà curava gli affari per conto del clan che opera nel centro di Palermo e di tanto in tanto faceva dei viaggi "d'affari" in Spagna.

I provvedimenti di fermo, firmati dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Salvo De Luca e dai pm Roberto Tartaglia, Amelia Luise e Annamaria Picozzi, sono stati eseguiti dai carabinieri e sono stati recapitati anche a Salvatore Ariolo e al tunisino Ahmed Glaoui, appartenenti rispettivamente alle famiglie mafiose di San Lorenzo e Partanna Mondello. Tra i destinatari anche Bartolomeo Mancuso che sarebbe coinvolto in un'estorsione consumata e due tentate, nei confronti di imprenditori e commercianti e Francesco Lo Iacono, ritenuto mandante di un grave incendio commesso, la notte del 14 agosto 2015, nei confronti di un'attività commerciale di Partinico, per il quale erano già stati arrestati gli esecutori materiali nell'ambito dell'operazione Talea, eseguita il 5 dicembre 2017. Lo Iacono è nipote di Maurizio, esponente di vertice del mandamento di Partinico, il cui omicidio, avvenuto il 4 ottobre 2005, era collegabile ai contrasti esistenti tra i Lo Iacono e i Vitale per la vicinanza dei primi al boss Bernardo Provenzano, all'epoca latitante.

Determinanti per infliggere questo duro colpo a Cosa Nostra sono state le rivelazioni di un nuovo pentito. È Sergio Macaluso, anche lui finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta di dicembre scorso che ha portato in cella 25 mafiosi tra i quali Mariangela Di Trapani, moglie del boss Madonia. La donna aveva preso in mano le redini della cosca durante la detenzione al 41 bis del marito. Macaluso, che da qualche settimana riempie pagine di verbali, è ritenuto dagli inquirenti uno dei nuovi elementi di vertice dello storico mandamento mafioso di Resuttana - San Lorenzo. Il nuovo pentito, in particolare, avrebbe dato un contributo rilevante al lavoro dei magistrati soprattutto ricostruendo i ruoli dei nuovi vertici della cosca e l'investitura di Biondino al comando del clan. Macaluso, tra l'altro, avrebbe partecipato di persona partecipato alla riunione in cui il figlio dell'ex autista di Totò Riina sarebbe stato nominato capo. 

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