Mafia, 37 arresti per appalti e finanziamenti a Roma. Indagato anche Alemanno

Roma, 2 dic. (LaPresse) - Sono 37 gli indagati per associazione di tipo mafioso finiti nel mirono dall'inchiesta romana denominata 'Mondo di mezzo', che ha fatto luce su un sodalizio mafioso radicato nella capitale con diffuse infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico ed istituzionale. Tra gli indagati figura anche l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

L'inchiesta ha documentato un ramificato sistema corruttivo, finalizzato ad ottenere l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal comune di Roma e dalle aziende municipalizzate con interessi anche nella gestione dei centri accoglienza degli immigrati.

Quello che esce dall'operazione 'mondo di mezzo' è "una fotografia preoccupante, sovrapponibile al modus operandi delle organizzazioni mafiose tradizionali". Così il procuratore aggiunto di Roma, Fabrizio Prestipino, nel corso della conferenza stampa dopo la maxioperazione condotta questa mattina nella capitale. Al contempo la guardia di finanza ha messo sotto sequestro beni per un valore di oltre 200 milioni di euro.

L'organizzazione capeggiata da Massimo Carminati "non chiede soldi in cambio di protezione ma chiede di entrare in affari con l'impresa, ottiene facce pulite attraverso le quali attuare il meccanismo corruttivo all'interno delle amministrazione pubbliche".

Tra gli appalti coinvolti in un "patto corruttivo particolarmente significativo" ci sono quelli riguardanti "l'assegnazione della raccolta differenziata 2011 nel Comune di Roma, la gara per la raccolta delle foglie e l'assegnazione di 5 milioni di euro su cui stiamo ancora lavorando". Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Roma, Fabrizio Prestipino.

Il patto, ha aggiunto il procuratore aggiunto, "prevedeva a fronte dell'assegnazione degli appalti un ricambio di soldi elevati con somme a sei zeri in unica soluzione, da versare non solo a persone fisiche ma anche società".

I reati contestati sono associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio.

L'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati, è stato arresto questa mattina non nella sua abitazione, ma in "una casa di appoggio a Sacrofano", ha confermato il procuratore capo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata