Macerata, nuovo corteo antifascista sotto la pioggia: la città è libera
Anche il sindaco Romano Carancini in piazza

Un grande tricolore, la lettura dei primi 12 articoli della Costituzione, i gonfaloni del comune di Macerata e di Montecalvo in Foglia (Pesaro Urbino), Santa Vittoria in Matenano (Ascoli), Montecosaro e Pollenza. Le bandiere dei sindacati e di tante associazioni. É stato un corteo colorato e pacifico quella che questa mattina ha attraversato il centro di Macerata, sfidando la pioggia, per ricordare Pamela Mastrogiacomo,la diciottenne romana uccisa, fatta a pezzi e ritrovata in due trolley poco fuori città e per manifestare la solidarietà dei cittadini ai migranti vittime del raid del 'vendicatore' Luca Traini.

'Macerata è libera', era lo slogan della manifestazione voluta dal sindaco Romano Carancini per riportare la pace in città, richiamandosi anche ai valori della Resistenza, quando Macerata fu liberata dai partigiani. I partecipanti hanno anche intonato 'Bella Ciao'. "Siamo qui per Pamela, e per Jennifer, Gideon, Omar, Wilson, Mohamed, Festus", ha ricordato in piazza della Libertà il sindaco Carancini, elencando tutti i nomi di tutte le giovani vittime degli ultimi giorni. Il corteo poi si è mosso e attraversando le vie del centro ha raggiunto il Monumento dei Caduti, un luogo simbolico anche perché è il posto dove, due settimane fa, è stato bloccato Luca Traini, autore del raid xenofobo che ha ferito i sei africani. Decisa la condanna del sindaco, che ha ricordato come anche della "violenza che troviamo nelle piazze virtuali, c'è addirittura chi giustifica quello che è accaduto. Con la rete di associazioni che si è stretta attorno al Comune, partiamo oggi per un percorso contro ogni fascismo, razzismo e violenza, che sia un lavoro quotidiano nei teatri, nelle scuole, università, biblioteche, nelle nostre famiglie e ogni comunità in cui ci troviamo".

All'arrivo, sulle scale del monumento è stato esposto un tricolore lungo diversi metri e stati letti i 12 articoli fondamentali della Costituzione. Il primo a prendere la parola è stato Lucian, lavoratore nei cantieri del terremoto dove si costruiscono le casette che, infortunato alla gamba, per primo aveva denunciato alla Cgil il sistema di caporalato e sfruttamento dei lavoratori. Poi la piazza ha intonato l'Inno di Mameli. Unanime la condanna dell'omicidio di Pamela da parte dei migranti di origine nigeriana che hanno partecipato numerosi alla manifestazione. Ci sono Daniel Amanze, presidente dell'Acsim, e Nsima Anderson Udo Umoren, secondo vicepresidente del National Union of nigerian association in Italy, che dice: "in questo Paese non c'è spazio per i delinquenti, ogni nigeriano sul territorio nazionale deve rispettare le leggi dello Stato, siamo qui a condannare l'omicidio di Pamela e a portare le condoglianze alla sua famiglia".

La manifestazione si è svolta nello stesso giorno in cui Innocent Oseghale, accusato dell'omicidio della ragazza è stato spostato nel carcere di Marino del Tronto (Ascoli Piceno). Su RaiTre, invece, si torna a parlare della mancata partecipazione del Pd a questa e alla scorsa manifestazione a Macerata. "Quello che ha fatto il Pd per Macerata è stato adeguato. Il Pd è la forza moderata, solida e tranquilla, che ha garantito la sicurezza anche a Macerata", così Matteo Renzi a Mezz'ora in più da Lucia Annunziata con il ministro Marco Minniti. "Il Pd - ha continuato - era a Macerata con il ministro dell'Interno, con Gentiloni, con Orlando, con il sindaco. Il Pd a Macerata era in quella pallottola sparata contro la nostra sede, non abbiamo ricevuto nessun messaggio di solidarietà. A noi ci hanno sparato, il Pd è stato oggetto di una barbara ritorsione".

A ROMA. Intanto il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli ha intanto a Roma la madre di Pamela Mastropietro. "Come immaginavo- ha dichiarato -  ho trovato una donna distrutta da un immenso dolore che vive con grande dignità.Una mamma che ha perso nel più orribile dei modi una figlia che aveva tutta la vita davanti e che adesso allo Stato, alla politica, chiede intanto la restituzione del corpo della figlia per poterle dare l'ultimo saluto, e poi chiede semplicemente giustizia, ovvero che i colpevoli, quelli veri, chiunque essi siano, di qualunque nazionalità, paghino con il massimo della pena".

"Anche per la mamma di Pamela - ha proseguito il senatore della Lega - come per il suo compagno, se dovesse essere confermato che a uccidere la figlia è stato il gruppo di nigeriani fermati, allora si tratterebbe di un omicidio di Stato, come ha detto Matteo Salvini che per questo è stato subissato di critiche, perché questi nigeriani non avrebbero dovuto trovarsi in Italia e non avrebbero dovuto essere liberi di girare sul nostro territorio e di delinquere, perché è stato lo Stato a far entrare questi nigeriani, a non sorvegliarli e a non espellerli. Per questo anche la mamma di Pamela ha convenuto con me su un appello affinché la gente vada a votare, per cambiare davvero le cose, per evitare altri 'omicidi di Stato' come questi, commessi da criminali che non avrebbero dovuto trovarsi in Italia".

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