Macerata, il giorno dopo. Traini in carcere. A casa aveva Mein Kampf . La mamma di Pamela: "Mia figlia mai parlato di lui"
Il giovane che ha aperto il fuoco contro gli stranieri si trova nello stesso penitenziario dell'uomo accusato dell'omicidio della 18enne

Luca Traini, "arrestato nella notte è stato portato in carcere Montacuto ad Ancona. Ha ammesso la sua responsabilità, era tranquillo e lucido, riteniamo sia stato il gesto di un folle che non faceva parte di nessuna organizzazione", ha detto Michele Roberti, comandante provinciale dell'arma dei carabinieri a Macerata, a Rainews24. Macerata, il giorno dopo la sparatoria, è ancora sotto shock. In pochi giorni è finita nell'occhio del ciclone prima per il ritrovamento del cadavere fatto a pezzi della 18enne Pamela Mastropietro, per cui è stato arrestato Innocent Oseghale, nigeriano di 29enne con precedenti penali. Poi per la sparatoria contro gli stranieri. Autore del folle gesto: Luca Traini, 28 anni, incensurato, un passato da candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, comune del maceratese, alle elezioni amministrative del 2017, ora accusato di tentato omicidio plurimo aggravato dall'odio razziale e porto abusivo di arma. Nella sua abitazione sono stati ritrovati e sequestrati una copia del Mein Kampf, (il saggio in cui Adolf Hitler espose il suo pensiero politico e delineò il programma del partito nazional socialista), una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all'estrema destra. 

Sabato mattina dalla sua auto ha aperto il fuoco contro gli stranieri, ferendone sei. I due episodi potrebbero essere collegati e potrebbe trattarsi di una vendetta nei confronti della comunità nigeriana. Nello stesso carcere ora si trovano rinchiusi sia Traini (in isolamento) sia Oseghale.

La madre di Pamela, Alessandra Verni ha chiesto "giustizia e pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l'attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio. Il presunto colpevole per la morte di nostra figlia Pamela si trova in carcere, e il gip ha convalidato l'arresto. Vogliamo che paghi per quello che ha fatto: ha ucciso la nostra piccola e distrutto la nostra vita. Detto questo noi non vogliamo altro sangue sulle strade e non cerchiamo questo tipo di vendette. Siamo brave persone". Sulle voci di una amicizia tra Pamela e Luca Traini, la donna ha raccontato a La Stampa: "Non ho mai sentito parlare di questo Luca Traini, e visto il rapporto che avevamo io e Pamela sarebbe stata lei stessa a mettermi al corrente della relazione. Inoltre, mia figlia si trovava nella comunità di recupero Pars di Corridonia, in provincia di Macerata, è strano che frequentasse qualcuno all'esterno". Proprio a Corridonia, un anno fa traini si era candidato con la Lega Nord alle elezioni.

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