Lucca, figlia segregata in casa per 9 anni: indagata infermiera

Lucca, 20 feb. (LaPresse) - Per nove anni avrebbe tenuto la figlia segregata in casa, costringendola di fatto ad abbandonare la scuola che frequentava e impedendole di vedere amici e conoscenti. E riempiendola di farmaci che contenevano anche sostanze stupefacenti (oppiacei). Per questo la procura di Lucca ha indagato un'infermiera lucchese per reati che vanno dalle lesioni personali aggravate ai maltrattamenti in famiglia. Per l'accusa, l'infermiera imponeva alla figlia, che all'epoca dei fatti era minorenne, uno stile di vita e di comportamento che le procurava gravi patologie psicofisiche, costringendola anche a lunghi periodi di ricovero ospedaliero, anche in rianimazione.

Secondo la madre, tutto sarebbe dipeso da una forma di fibromialgia ma, stando ai magistrati della procura lucchese, i disturbi sarebbero stati provocati da una intossicazione dovuta a un dosaggio eccessivo di farmaci. La storia è venuta alla luce dopo l'ultimo ricovero avvenuto in ospedale quasi due anni fa. Dopo le dimissioni della giovane, i carabinieri hanno avviato un'indagine dalla quale sarebbe emerso che l'infermiera avrebbe sottratto una serie di farmaci e sostanze stupefacenti (dalla morfina fino al Codamol, il Lexotan e lo Xanax) rinvenuti in casa della donna durante una perquisizione. In questi giorni la vicenda approdata in tribunale a Lucca davanti al giudice per le udienze preliminari, Simone Silvestri. L'udienza è stata subito rinviata.

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