Lodi, sindaca: "Legge uguale per tutti". Fico: "Deve chiedere scusa"

E i consiglieri di minoranza chiedono le sue dimissioni

"Ringrazio i ministri Salvini e Bussetti, il segretario della Lega Lombarda Grimoldi e tutte le forze politiche e i cittadini che ancora una volta numerosi si sono mobilitati in queste ore per dimostrarmi la loro solidarietà, dopo un'ondata di insulti diretti contro di me, per il ruolo che rivesto", queste le prime parole della sindaca di Lodi, Sara Casanova, dopo le proteste per la richiesta fatta dal suo comune ai genitori non comunitari: presentare un attestato del Paese d'origine per dimostrare di non possedere beni ed essere inseriti nella corretta fascia per l'acquisto dei buoni della mensa scolastica.

"Ci sono anche attacchi personali e minacce - ha continuato in una nota - che ritengo vergognosi. Sul tema delle prestazioni agevolate l'Amministrazione ha sempre accettato il confronto costruttivo con chiunque, ma chi ci critica non è stato in grado di fare altrettanto, cioè di costruire un dialogo politico rispettoso". "Durante l'ultimo Consiglio comunale - ha spiegato - la maggioranza dei consiglieri ha assunto l'impegno di stendere linee-guida per l'applicazione del Regolamento per l'accesso alle prestazioni agevolate. Certamente il Regolamento rimane in vigore, la Legge deve sempre valere per tutti". "Dispiace - ha concluso la prima cittadina - che non tutti condividano il principio di equità che sta alla base di questa delibera, che vuole mettere italiani e stranieri nella stessa condizione di partenza per dimostrare redditi e beni posseduti, né il successivo impegno preso dall'Amministrazione nei confronti dei cittadini che sono nell'oggettiva impossibilità di presentare la documentazione richiesta".

Parole che il ministro dell'Interno appoggia in toto. "Il Sindaco di Lodi - ha commentato Matteo Salvini sui social - vuole controllare che tutti quelli che devono paghino la mensa scolastica dei figli? Fa bene!!! Basta coi furbetti, se c'è gente che al suo paese ha case, terreni e soldi, perché dovremmo dare loro dei servizi gratis, mentre gli Italiani pagano tutto? Quanti immigrati hanno una casa popolare anche se hanno case al loro Paese? Quanti prendono contributi e pensioni e se le godono al loro Paese? Basta, la pacchia è finita. Non è razzismo, è solo giustizia e buon senso". E poi ha aggiunto: "Andrò a trovare il sindaco di Lodi e a portargli tutta la mia solidarietà, perché i furbetti, italiani o stranieri che siano, quelli che campano alle spalle del prossimo, che non pagano la mensa scolastica anche quando potrebbero o dovrebbero farlo, non possono continuare a farlo alle spalle degli altri". "Questo - ha spiegato - vale a Lodi come tutti gli altri Paesi d'Italia. Gli immigrati regolari e perbene sono i benvenuti e sono i miei fratelli, quelli che si fingono nullatenenti e non pagano una lira di tasse, se prendono contributi pubblici e poi gridano al razzismo quando vai a fare dei controlli, non sono miei amici. Quindi, fa benissimo il sindaco di Lodi a mettere tutti sullo stesso piano".  "Se hai delle agevolazioni, mi devi dimostrare che non hai altri patrimoni. Sai quanta gente ha la casa popolare, il bonus bebè o il bonus affitto e ha due, tre o quattro nel suo Paese. Quindi, se sei nullatenente, ti do la mensa gratis, se hai dei quattrini, la mensa la paghi come tutti gli altri", ha concluso Salvini.


Di tutto altro avviso è il presidente della Camera dei deputati. "Io credo - ha detto Roberto Fico - che nel momento in cui si fa una delibera che, in modo conscio o inconscio, crea delle discriminazioni cosi' importanti si deve chiedere solamente scusa". "Dopo le scuse questi bambini potranno rientrare tranquillamente nella mensa scolastica", ha sottolineato Fico che ha aggiunto: "Nel momento in cui si è verificata questa situazione con 200 bambini che non potevano andare in mensa perché non potevano più permetterselo, essendosi ritrovati nella fascia di reddito più alta, sono stati raccolti circa 60mila euro per farli andare a scuola fino a fine dicembre: questo è un gesto fondamentale perché - ha concluso - ogni volta che si crea un'ingiustizia il nostro Paese è pronto a rispondere. Il nostro Paese è forte e i valori costituzionali sono saldi".

Nel frattempo i consiglieri comunali di Lodi di Pd, Lodi civica, Lista Gendarini Sindaco, Lista Civica Cominetti, 110&Lodi, Lodi al Centro hanno chiesto formalmente le dimissioni della leghista Sara Casanova. "La vicenda del regolamento discriminatorio per l'accesso alla mensa, - scrivono in un comunicato i consiglieri di opposzione - scuolabus e altri servizi scolastici, ha portato Lodi alla ribalta nazionale: Lodi è diventata simbolo della discriminazione, una discriminazione odiosa perche' riguarda i bambini e il loro poter frequentare serenamente la scuola e i servizi accessori basilari come la mensa, lo scuolabus, e il pre e post scuola. Lodi sta facendo una figuraccia a livello nazionale e a rete unificate, come mai era successo nella sua storia". "La testardaggine della sindaca nel sostenere un provvedimento che e' stato giudicato iniquo persino dal vicesindaco e da altri due dei suoi Assessori - si legge ancora - non e' piu' tollerabile. Come stiano le cose è ormai chiaro, e dispiace che la Sindaca rispetti cosi' poco i Lodigiani da continuare a propinare loro bugie, continuando a disinformare su questa vicenda parlando di "applicazione della legge" e di "equita'". Mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini potrebbe non conoscere la vicenda di Lodi, "se la sindaca sostiene che 'il ministro ha parlato per lei' anche quando accusa i genitori lodigiani non comunitari di non voler pagare e di fare i 'furbetti', allora offende tanti suoi concittadini non comunitari, per un suo pregiudizio discriminatorio", concludono i consiglieri di opposizione. 


 

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