Lodi, controllore accoltellato in treno. È caccia all'uomo
L'aggressione durante una verifica sui biglietti. L'uomo è stato ferito alla mano. Insorge la Lega Nord.

E' caccia all'uomo in Lombardia per l'aggressione ai danni di un capotreno avvenuta verso le 7.15 di questa mattina nel Lodigiano. Il fuggiasco, che non sembra essere italiano, è stato ripreso in voto dalle telecamere del convoglio 20410 Piacenza-Milano. Ha accoltellato il dipendente Trenord, di 45 anni, abbandonando il mezzo alla stazione di Santo Stefano Lodigiano per scappare a piedi nelle campagne. Sul caso indaga la polizia ferroviaria e i carabinieri di Lodi e Codogno.

Immediata la reazione della Lega Nord attraverso il consigliere di Regione Lombardia, Pietro Foroni: "E' necessario che le pattuglie dell'esercito, invece di stare nelle caserme, intervengano sui mezzi pubblici!". Rincara la dose il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi: "A Roma vogliono aspettare di piangere un servitore dello Stato prima di svegliarsi?".

Il ricercato era salito sul treno senza biglietto e all'arrivo del controllore aveva cercato di nascondersi. Una scena non diversa da quelle a cui ogni giorno pendolari e capitreno assistono viaggiando sui regionali lombardi. Se non fosse che questa volta il 'portoghese' non si è limitato a non pagare, ma ha conficcato un coltello nella mano destra del dipendente Trenord che, assolvendo il suo compito, gli stava chiedendo di esibire il documento di viaggio regolarmente convalidato. La vittima se l'è cavata con quindici giorni di prognosi per un taglio tra il pollice e l'indice. Quando è arrivato in ospedale a Lodi l'arma bianca era ancora conficcata all'altezza dell'incavo. Poteva andare peggio: secondo la prima ricostruzione il fendente era diretto all'altezza dell'addome, colpendo però l'arto con cui il capotreno si è difeso.

"Regione Lombardia ha chiesto presidi militari e incremento della Polfer, ma dal Governo nessuna risposta. Ceda quindi a noi la competenza sulla sicurezza", commenta Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia. "Scene da far west", punta il dito il Movimento 5 Stelle lombardo. "Il millantato piano di sicurezza di Maroni si è rivelato un fiasco totale - dichiara la consigliera regionale del M5S Iolanda Nanni - non è più tollerabile che i lavoratori, i pendolari e i viaggiatori debbano rischiare la vita per viaggiare quotidianamente su treni regionali in un clima di terrore con il timore di eventi fatali per la loro incolumità".

Solidarietà arriva anche dal mondo sindacale. Per protesta contro la scarsa sicurezza delle condizioni di lavoro sui treni, il personale viaggiante ha proclamato oggi uno sciopero simbolico di 5 minuti, dalle 17 alle 17.05, e per lunedì 24 luglio uno sciopero di 8 ore, dalle 9 alle 17. "Ci domandiamo perché le misure di sicurezza che riguardano altri segmenti del settore trasporti non siano applicate anche a quello ferroviario", tuona Antonio Piras, segretario generale della Fit-Cisl, chiedendo "che i ferrovieri abbiano lo status di pubblico ufficiale per tutto il periodo in cui sono in servizio e non solo quando effettuano il servizio di controllo biglietti".

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