Livorno, il fango dopo il nubifragio. Sei morti e due dispersi: una famiglia distrutta
Il sindaco Nogarin: "Abbiamo chiesto lo stato di calamità, l'emergenza non è finita"

Livorno in ginocchio. La furia del nubifragio che ha colpito la città toscana nella notte ha spazzato via quasi per intero la famiglia Ramacciotti. Quattro di loro, Roberto, di 65 anni, il figlio Simone, di 37 - titolari di un'agenzia di assicurazioni a Empoli - con la moglie Glenda Garzelli, di 35, e il figlioletto della coppia Filippo, di 4 anni. Dormivano nel seminterrato di una palazzina in viale Nazario Sauro, ma l'acqua esondata dal Rio Ardenza, a pochi metri dalla via, ha completamente inondato il palazzo, fino quasi al primo piano. Con loro, al momento, ci sono altre due vittime sicuramente causate dal maltempo.

In via della Fontanella, ha perso la vita Raimondo Frattali, 70 anni, mentre la moglie e la figlia si sono salvate salendo sul tetto. Mentre Roberto Vestuti, 74 anni, è stato ritrovato senza vita a Montenero, in via Sant'Alò. Poi c'è anche una vittima per incidente stradale non necessariamente morta per il maltempo. Due dispersi a Livorno, secondo l'ultimo bilancio del sindaco pentastellato Filippo Nogarin. "La situazione è drammatica", denuncia il primo cittadino, che ha subito chiesto lo stato di calamità. La Regione Toscana, assicura il presidente Enrico Rossi, è pronta a girare la richiesta a Palazzo Chigi, mentre "per gli interventi più urgenti" subito a disposizione tre milioni di euro. Livorno è stata colpita da un'onda di piena che ha colpito nella notte, "la città è stata letteralmente devastata".

In sole due ore, dalle 2 alle 4 della notte, sono caduti 250 mm di pioggia. "Una bomba d'acqua più intensa di quanto lasciava presagire l'allerta meteo", sottolinea il sindaco. "Il sistema di allerta era adeguato alla natura dell'evento e ha funzionato perfettamente. Mi pare che il sindaco Nogarin stia, nei fatti, cercando di alimentare polemiche per addossare responsabilità che non ci sono", la replica dell'assessora regionale all'Ambiente e protezione civile, Federica Fratoni.

Intanto, per domani, il Dipartimento della protezione civile segnala allerta arancione in 11 regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, parte del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia, del Molise e del Veneto oltre che sull'Umbria, sulla Puglia e sui versanti tirrenico e ionico della Sicilia. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, segue da vicino la situazione in contatto con la protezione civile e ha twittato: "L'Italia tutta abbraccia Livorno. Vicinanza alle famiglie delle vittime, pieno sostegno a Sindaco e Regione per fronteggiare l'emergenza". Cordoglio e solidarietà anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ammonito: "Questa ennesima calamità provocata da straordinario maltempo dovrà sollecitare al più presto nel mondo politico una riflessione, seria e approfondita, sugli effetti dei cambiamenti climatici e su come difendere efficacemente il nostro territorio". 

 

 

 

 

"La situazione è drammatica" denuncia il sindaco pentastellato della città, Filippo Nogarin, che ha subito chiesto lo stato di calamità  Livorno è stata colpita da un'onda di piena che ha colpito nella notte, "la città è stata letteralmente devastata". In sole due ore, dalle 2 alle 4 della notte, sono caduti 250 mm di pioggia. "Una bomba d'acqua più intensa di quanto lasciava presagire l'allerta meteo", afferma il sindaco. E infatti l'allerta lanciata dalla protezione civile era solo arancione. L'intera Toscana è letteralmente in ginocchio, solo a Pisa, a metà giornata, si contano almeno 200 interventi, ma in particolare su Livorno i metereologi di Epson calcolano che quella caduta nella notte corrisponda alla pioggia di 3 mesi.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, segue da vicino la situazione in contatto con la protezione civile e il presidente della Regione Enrico Rossi fa arrivare la vicinanza alla "città ferita".

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