Lifeline ancora in attesa: "Aiutateci". Malta: "Si allontani per evitare escalation"
La nave in mare senza indicazioni su dove attraccare: "Abbiamo bisogno di farmaci e coperte". Roma dice no, La Valletta attacca l'ong: "Hanno violato le regole"

La nave Lifeline con 239 migranti a bordo è ancora bloccata in alto mare e lancia un appello in attesa di un porto dove attraccare. "Siamo a Sud di Malta, in acque internazionali. Alcune forniture sono esaurite, oggi abbiamo bisogno di fare un viaggio di approvvigionamento per la nave. Abbiamo bisogno di farmaci, coperte, ecc. Aiutateci", scrive su Twitter la ong sull'imbarcazione oggetto dello scontro tra Italia e Malta. E, sempre su social, lancia un invito a Matteo Salvini. "Caro Matteo Salvini, non abbiamo carne a bordo, ma esseri umani. Vi invitiamo cordialmente a convincervi  che sono le persone che abbiamo salvato dall'affogare. Vieni  qui, sei il benvenuto".

 

 

Il ministro dell'Interno sabato era tornato all'attacco: "Certe navi si devono scordare l'Italia, stop al business dell'immigrazione clandestina! La musica è cambiata, io ce la metto tutta".

IL NO DI ITALIA E MALTA - Roma, infatti, continua con la linea dura e ribadisce che spetta a Tripoli e La Valletta intervenire. La prassi della guardia costiera italiana, quando riceve una richiesta di soccorso da un'imbarcazione in area Sar (Search and rescue) libica, è quella di fornire le necessarie istruzioni per mettersi in contatto con l'autorità e la guardia costiera del Paese africano.

SCHEDA - Come funziona il soccorso nel Mediterraneo Centrale

Anche da Malta nessun dietrofront, con il premier Joseph Muscat che su Twitter dichiara: "Lifeline ha violato le regole, ignorando le direttive dell'Italia in Libia. Dovrebbe spostarsi dalla posizione verso la destinazione originale per evitare un'escalation. Pur non avendo alcuna responsabilità Malta appena fornito forniture umanitarie e le forze armate hanno permesso a un medico di evacuare una persona".

 

"L'Italia - dice ancora Muscat intervistato alla radio - ha ragione nel dire che la nave non ha rispettato le regole ma è sbagliato dire loro di andare a Malta. Siamo un Paese sovrano e nessuno dovrebbe dettarci cosa possiamo o non possiamo fare". Il premier ribadisce che i migranti sono stati soccorsi tra la Libia e Lampedusa e che l'operazione è stata inizialmente gestita dal centro di soccorso di Roma. Secondo Muscat, la ong sta ignorando le richieste di trasferire i migranti alla guardia costiera libica, scegliendo invece di dirigersi verso l'Italia.

Mentre Amsterdam continua a negare che la nave batta bandiera olandese anche se il database Imo garantisce che la nave sia registrata proprio nei Paesi Bassi, l'ong spera che si arrivi presto ad una soluzione diplomatica. "Attendiamo una soluzione diplomatica delle discussioni sono in corso tra differenti Stati" per accogliere la nave e i suoi naufraghi, dice Axel Steier, rappresentante in Germania dell'organizzazione, rifiutando di dare dettagli.

E Klaus Peter, il capitano della nave, ha lanciato un invito al ministro dell'Interno: "Se Salvini vuole arrestarmi può venire personalmente a prendermi. Vorrei invitare il signor Salvini a fare un viaggio con noi", ha detto a Radio Capital. "Solo così si potrà rendere conto dello scenario drammatico in mare. Su questa nave nessuno guadagna un soldo dai salvataggi. Siamo tutti volontari. Mi vergogno profondamente delle parole del ministro italiano".

NUOVI SALVATAGGI - Intanto un'altra nave si trova davanti al porto di Pozzallo. Si tratta del cargo Alexander Maersk, a cui la stessa ong Lifeline ha dato aiuto nella notte facendo salire sull'imbarcazione i migranti che si trovavano in difficoltà su un altro gommone.

 

 

Circa 418 migranti inoltre sono stati soccorsi questa mattina nel corso di tre operazioni condotte al dalla guardia costiera della Spagna. Lo fanno sapere le autorità spagnole spiegando che 262 persone, stipate in 15 imbarcazioni, sono state tratte in salvo nello stretto di Gibilterra e trasportate nei porti di Tarifa e Barbate, in Andalusia.
Altri 27 migranti sono stati soccorsi nel Mediterraneo, tra il sud della Spagna e il nord del Marocco: altri 129 al largo dell'isola di Gran Canaria, nell'Atlantico.

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