Lega difesa cane risponde al Papa: Pietà anche per fratelli animali
Il Pontefice aveva detto: "C'è gente tanto attaccata ai gatti, ai cani" che invece non aiuta "il vicino che ha bisogno... Così non va"

"L'amore per gli animali non toglie nulla agli esseri umani, anzi può essere solo un arricchimento. Come insegna San Francesco che considerava tutte le creature suoi fratelli e sorelle". È questa la risposta della Lega nazionale per la difesa del cane alle parole pronunciate sabato da papa Francesco, nel corso dell'udienza giubilare. Il Papa aveva detto: "Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti, ai cani, e poi lasciano senza aiutare il vicino, la vicina che ha bisogno... Così non va". "La pietà - aveva spiegato il pontefice - non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi" perché "accade che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli".

Il messaggio che traspare dalle affermazioni del Papa, sostiene la Lega nazionale per la difesa del cane, "non appare così universale, ma piuttosto sembra fare una distinzione tra gli animali e i nostri 'fratelli'". "Le parole che ho sentito pronunciare da papa Bergoglio - afferma Piera Rosati, presidente della Lega - non fanno onore al nome che ha scelto per il suo pontificato. Vorrei ricordare che San Francesco considerava tutto il creato come parte di un'unica fratellanza, dal Fratello Lupo di Gubbio fino al Fratello Sole e alla Sorella Luna. Per il santo di Assisi non c'era distinzione tra fratelli umani e non, come invece sembra esserci per l'attuale pontefice".

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