Lecce, tagliavano ulivi secolari in un fondo della Dia: due arresti

Bari, 17 set. (LaPresse) - In due sono stati sorpresi mentre rubavano legname da un terreno, ma non si trattava di comune legno: un 25enne e un 39enne, entrambi di Nardò, stavano tagliando alla base con una motosega i tronchi di sette ulivi secolari in località 'Arene' nel leccese. Ai carabinieri che li hanno fermati si sono giustificati dicendo che il fondo era di proprietà del padre di uno dei due. Peccato che dalle verifiche fatte nella banca dati delle forze di polizia è venuto fuori che quel terreno era stato effettivamente del padre di uno dei due uomini, ma nel gennaio 2014 la Dia di Lecce glielo aveva confiscato insieme ad altri beni: una villa principesca di 540 metri quadrati, un locale commerciale, quattro conti correnti bancari, due autovetture di grossa cilindrata e sette terreni tra cui quello incriminato.

Un patrimonio notevole, del valore di circa 650mila euro, apparso chiaramente sproporzionato rispetto al reddito dichiarato dall'uomo che, oltre ad essere stato condannato per tentata estorsione, rapina, sequestro di persona e porto illegale di armi da fuoco, era implicato nell'ambito dell'operazione Canasta, un'inchiesta datata 2010 sulle aste giudiziarie che portò alla luce un sistema fondato su incanti pilotati e truccati grazie alla complicità di insospettabili professionisti tra cui anche pubblici ufficiali.

Gli indagati furono una quarantina, accusati, a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti, abuso d'ufficio, peculato, corruzione, falsità materiale ed ideologica. Sullo sfondo, due tra le più potenti famiglie della Sacra Corona Unita in Salento: quella dei Padovano di Gallipoli e quella dei Coluccia di Galatina. Quanto al fatto odierno, sentito il magistrato di turno, Maria Vallefuoco, i due sono stati arrestati e successivamente rimessi in libertà perchè incensurati. Dovranno rispondere di furto aggravato e continuato di legna di ulivo secolare.

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