Lecce, bimba racconta che in due volevano rapirla ma è tutto falso

Bari, 25 ott. (LaPresse) - L'allarme si è diffuso da una decina di giorni a questa parte, quando più di un minore ha raccontato di essere stato avvicinato da estranei che hanno tentato di rapirlo. Episodi verificatisi, secondo le vittime, un po' in tutto il Salento e sempre con una dinamica analoga: una macchina ferma i ragazzini, chi è a bordo li avvicina con una scusa o offrendo caramelle e poi tenta il sequestro. Fino ad ora, tutti sono sempre riusciti a scappare o a chiedere aiuto, ma la psicosi rapimento è montata veloce, seminando il panico da Lecce a Brindisi. Ieri sera, l'ennesimo episodio simile, a Surbo, nel leccese: protagonista una bambina di 12 anni. La piccola è tornata ieri pomeriggio a casa e terrorizzata ha detto al papà (la mamma era al lavoro) di essere stata aggredita da due persone che volevano trascinarla via. Il padre ha composto immediatamente il 112. Alla pattuglia dei carabinieri accorsa sul posto la bimba ha detto che intorno alle 18.10 si trovava da sola in via Carlo Cattaneo, quando due uomini, uno alto e l'altro più basso, con indosso delle mascherine da chirurgo, l'avrebbero afferrata per costringerla a salire su un furgone giallo. La 12enne avrebbe reagito violentemente, tanto da riuscire a sferrare un calcio ad uno dei due aggressori i quali, a quel punto, avrebbero deciso di lasciarla andare. Il racconto, però, non ha convinto i militari.

Troppe incongruenze secondo il maresciallo Giuseppe Candelieri, a capo della stazione, e soprattutto la considerazione che due malintenzionati, certamente, non si sarebbero fatti mettere ko da una bambina. Ci sono volute più di 4 ore, ma alla fine, alle 23, la minore è crollata ed ha confessato di essersi inventata tutto.

Intanto, un fascicolo era già stato aperto dal pubblico ministero di turno per tentato sequestro di persona contro ignoti, che forse sarebbe diventato per reato di procurato allarme capovolgendo la vittima in carnefice. La 12enne ha la fortuna di essere ancora non imputabile quindi, probabilmente, tutto finirà in una bolla di sapone. La mamma della bimba, però, ha voluto chiedere scusa pubblicamente per il gesto della figlia sul suo profilo Facebook. Intanto, le indagini proseguono su quei casi sui quali ancora non si è fatta luce. Un bambino di 11 anni a Santa Barbara, sarebbe stato avvicinato da tre uomini a bordo di un furgoncino che gli avrebbero offerto dei giochi, ma il ragazzino impaurito sarebbe scappato dai genitori. A Gemini, frazione di Ugento, invece, ad un bimbo di 10 anni, in un parco giochi, degli uomini avrebbero offerto delle caramelle e al rifiuto del minore si sarebbero allontanati. L'ultimo episodio risale a ieri, dove un ragazzo di 18 anni, a Brindisi, ha raccontato di essere stato seguito da due stranieri.

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