Le mani dei Casalesi sulla Capitale: sequestro da 23 milioni a Roma
Aziende, società, terreni, immobnili: un vero e proprio regno

Ventitrè milioni di euro di beni sequestrati. Blitz dei finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di appartenenti al clan dei Casalesi-Gruppo Iovine, e al contiguo e autonomo Gruppo Guarnera di Acilia.

Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli specialisti del Gico del nucleo di polizia Tributaria della Capitale, dell'operazione denominata Game Over hanno preso spunto dagli approfondimenti eseguiti nei confronti di Mario Iovine, nel 2003 trasferitosi ad Acilia, e dell'allora affiliato clan Guarnera di Acilia.

In quell'occasione furono arrestati, oltre Mario Iovine, anche Teresa Martinelli, Domenico Iovine, Vitantonio Iovine, Salvatore Iovine, Massimiliano Timpani, Fabrizio Timpani, Silvano Stollo, Sergio Guarnera, Sandro Guarnera, Franco Crispoldi, Fabrizio Diotalevi, Arben Zogu, Orial Kolaj, Petrit Bardhi per diversi reati, tra cui associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza e detenzione illegale di armi.

La Gdf aveva accertato l'esistenza di una vera e propria joint-venture nel settore delle slot, imposte nel territorio di Acilia agli esercizi commerciali autorizzati, tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana (gruppo Iovine) e personaggi della criminalità organizzata romana (gruppo Guarnera), a loro volta in contatto con appartenenti alla Banda della Magliana.

In particolare il boss Mario Iovine detto Rififì aveva esteso le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo persone locali che "avevano il gioco in mano", ossia Sergio Guarnera detto Ciccio e Sandro Guarnera. Per mantenere ed estendere il loro potere criminale ed economico, i Guarnera si sono avvalsi addirittura di un "vero e proprio braccio armato e violento", composto da un nutrito e pericoloso gruppo di cittadini albanesi, definiti "i pugilatori", tra cui il pugile Kolaj Orial ex campione italiano ed europeo dei pesi medio-massimi come rivela l'operazione Vento dell'Est del 2015.

Contestualmente il Tribunale di Roma ha disposto, nei confronti di 6 delle nove persone l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza per 3 anni.

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