Tav, Brexit, Pd e Allegri, le domande della settimana

LaPresse e upday presentano le domande della settimana dal 4 all'11 marzo

Tav, come uscirà il governo dall'impasse? -  Sono state tante le occasioni di scontro in un anno di governo gialloverde. Va detto che, alla fine, Di Maio e Salvini, anche grazie alla mediazione di Conte (e a un semplice conto costi-benefici politici) hanno sempre trovato un punto di mediazione e il governo non ha subito conseguenze. La vicenda della Tav, però, sembra davvero difficile da superare senza che una delle due parti finisca per soccombere. Perché la Tav o la si fa o non la si fa. E se anche fosse una "mini Tav", la gente del M5S che si è sempre battuta contro l'alta velocità ferroviaria Torinio-Lione si sentirebbe ugualmente sconfitta e farebbe pagare un conto molto salato alle europee a Di Maio e ai suoi. Ecco, in ordine sparso, i punti della questione: 1) L'analisi costi-benefici della commissione del prof Marco Ponti ha detto che non vale la pena costruire l'opera. Ma molti tecnici hanno risposto che l'analisi è fatta male e, quantomeno, è partita da un preconcetto. I leghisti, convinti dell'utilità della Tav, praticamente non l'hanno neanche letta. Una seconda analisi ha ridotto le cifre negative, ma secondo Ponti,il risultato non cambia; 2) I francesi hanno detto che non intendono interferire nelle scelte italiane, ma hanno spiegato che la Tav riguarda anche loro e hanno fatto capire che non prenderanno bene una scelta No Tav; 3) L'Unione Europea attende una decisione italiana pronta a fare i conti di quanti soldi dovremo restituire e di quanti prenderanno altre strade; 4) Si è parlato di "mini Tav" a minore impatto, ma Conte ha fatto subito sapere che non è la sua proposta e i "no Tav" hanno detto che a loro non va bene perché tunnel di base e impatto ambientale sarebbero gli stessi; 5) Il ministro Toninelli ha spiegato che le gare per gli appalti della Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin) possono partire tanto ci sono sei mesi di tempo per eventualmente annullarle perché la legge francese lo permette. Una mezza "furbata" che, però, non sembra convincere nessuno. Men che meno i no Tav e il senatore Alberto Airola (M5S) ha detto che caso di via libera a qualunque tipo di Tav, lui lascerà il Movimento e farà di tutto per portarsi via il simbolo; 6) L'opposizione (Pd) si prepara a presentare una mozione di sfiducia contro Toninelli e, soprattutto, prepara il referendum che potrebbe svolgersi il 26 maggio insieme alle Europee e alle regionali piemontesi con effetti nefasti sul voto al M5S. Fin qui i dati. Il fatto è che, allo stato, una mediazione tra Lega e M5S non sembra facile da trovare.

Come uscirà il Pd dalle primarie? - Il risultato delle primarie del Pd (si vota oggi) terrà sicuramente banco nelle prossime settimane. Probabile che vinca Zingaretti, ma non è scontato che il governatore del Lazio ottenga il 50 per cento più uno degli elettori che andranno ai gazebo. In questo caso ci sarà un voto dell'Assemblea Nazionale (mille delegati in rappresentanza di 374mila iscritti) che potrebbe anche ribaltare il voto di oggi. Ma alcune altre questioni, riassumibili in altrettante domande saranno al centro del dibattito. Quanta gente andrà a votare oggi? Se gli elettori supereranno il milione, si potrà parlare di un successo e sarà più facile per il vincitore tenere insieme il partito. La seconda domanda riguarda il comportamento di Renzi e dei renziani. L'ex segretario ha garantito che non farà guerriglia contro il vincitore. Se Renzi (ma molti non ci credono) sarà capace di starsene davvero in un angolo, per il nuovo segretario sarà un bel problema in meno. Infine c'è la questione Calenda e della sua lista "Noi Europei" a cui tutti e tre i candidati hanno garantito l'appoggio. Come si concretizzerà questo appoggio e come si presenterà il Pd alle Europee (dove i tre candidati hanno detto di aspettarsi un risultato sopra il 20 per cento), è l'altro grande tema delle prossime settimane.

Che Brexit sarà? - Per Theresa May è l'ultima settimana di relativa tranquillità. Poi, tutto comincerà a correre veloce verso la Brexit del 29 marzo. Ci sarà un accordo, un rinvio o un "no deal"? O magari un altro referendum? Un rinvio potrebbe essere la decisione più indolore e anche quella  sulla quale si potrebbe trovare un voto favorevole alla Camera dei Comuni. Ma rinvio di quanto? Perché il 26 maggio ci sono le elezioni europee e l'Ue non può permettersi di affrontarle con la Gran Bretagna ancora nell'Unione. Sarebbe una situazione surreale e poco seria. Gli inglesi andrebbero a votare sapendo di essere praticamente fuori. E i 73 seggi inglesi di cui 27 redistribuiti tra gli altri Paesi (e 46 messi da parte per futuri ingressi) che fine farebbero? Andrebbero ad aumentare la quota di euroscettici per poi sparire? Quindi, se ci sarà un rinvio, potrà essere solo un rinvio tecnico e per meno di due mesi. Basterà a trovare un'intesa che vada bene alle parti e sia accettabile dal Parlamento inglese? E se si riaprisse lo scenario del referendum come sarebbe possibile inserirlo nel quadro di cui sopra con le elezioni alle porte?

Allegri lascia i social. E la Juve? - Massimiliano Allegri, improvvisamente lascia tutti i social: "Non li ho mai amati molto e sento bisogno di normalità. Ero a cena e ho deciso che era l'ora di uscire". Sembra, comunque, che c'entrino anche le critiche che gli sono piovute addosso dopo la sconfitta con l'Atletico. Normalità, effettivamente, sarebbe criticarlo se uscisse dalla Champions agli ottavi. Ma, per ora (per tutta questa settimana, di certo) la Juventus è ancora in corsa. Certo, c'è da ribaltare uno 0-2 che sembra una condanna ma che potrebbe trasformarsi in una grande ripartenza. Di sicuro, questa è una settimana decisiva per i bianconeri: fuori dalla Coppa Italia, in difficoltà (fino a prova contraria) in Champions e con tre quarti di scudetto (sarebbe l'ottavo consecutivo in tasca). Ma questa Juve, targata Cristiano Ronaldo, è stata costruita per arrivare alla Coppa con le grandi orecchie. Uscirne agli ottavi sarebbe uno smacco. E allora, oltre che i social, Allegri potrebbe lasciare anche la Juve? Lui non lo esclude: "Col presidente ci vedremo e parleremo della stagione in corso e del futuro. Poi decideremo se andare avanti insieme o ciascuno per la sua strada". Comunque, è più facile lasciare i social.

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