Lampedusa, sindaco: "Chiudere hotspot". E accusa i migranti
Dietrofront di Martello rispetto alla linea dell'ex Nicolini che lo attacca: "Vuoi fare terrorismo"

"Una proposta 'forte', lo so, ma serve una scossa: la situazione a Lampedusa è al limite". Così Totò Martello, neosindaco di Lampedusa, commenta su facebook la sua recente proposta di chiudere l'hotspot sull'isola nel Mediterraneo. E punta il dito contro i migranti accusati di “minacce, molestie, furti”. Quello di Martello è un dietrofront rispetto alla linea dell'accoglienza portata avanti negli anni dall'amministrazione retta da Giusi Nicolini.

“Lampedusa è al collasso, le forze dell'ordine sono impotenti, nel centro ci sono 180 tunisini molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada. Chiedo che venga chiuso l'hotspot, una struttura inutile che non serve a niente", ha dichiarato il primo cittadino. E accusa: "Siamo abbandonati".

E' dura la replica di Giusi Nicolini nei confronti dell'esternazione di Martello: "Ho l'impressione che il sindaco di Lampedusa voglia fare del terrorismo". E invita a controllare le denunce ai carabinieri:  "A me risulta solo un furto da un negozio di frutta e verdura, inoltre l'isola è piena di turisti e non mi pare che ci siano state molestie da parte di tunisini".  

 

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