Lampedusa, quattro anni dopo strage migranti. Avramopoulos: "Obiettivo è salvare vite in mare"
Il 3 ottobre del 2013 persero la vita in mare oltre 360 persone

"I tragici eventi avvenuti al largo di Lampedusa sono un monito a perseguire la priorità della nostra politica migratoria che consiste nel salvare vite in mare. Negli ultimi anni l'Italia ha compiuto sforzi eroici e il nostro lavoro congiunto inizia a dare i suoi frutti in termini di diminuzione delle partenze irregolari e dei decessi in mare". Lo afferma il commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza,  Dimitris Avramopoulos, che oggi si trova a Lampedusa insieme al ministro degli Interni, Marco Minniti, per partecipare alla cerimonia in memoria delle oltre 360 persone che hanno perso la vita al largo dell'isola quattro anni fa nel tentativo di raggiungere l'Europa. "Parallelamente a questo nostro impegno - aggiunge - è tempo di concentrarci sulla messa in atto di soluzioni stabili, quali il reinsediamento delle persone che necessitano di protezione, il rimpatrio delle persone che non hanno il diritto di rimanere e una maggiore cooperazione con i paesi di origine e transito per proteggere i migranti ovunque si trovino". Dal 2015, grazie alle operazioni di salvataggio italiane e greche, alle operazioni Triton e Poseidon della Guardia di frontiera e costiera europea e all'operazione Sophia, nell'Egeo e nel Mediterraneo sono state salvate 620mila persone.

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata