La vita in diretta, si parla dei presunti abusi a suore ad Avellino

Roma, 5 nov. (LaPresse) - "E' difficile quando si ascoltano certe cose difendersi, posso dire solo che sono tutte fandonie". Così a 'La vita in diretta su Rai1, Enrico Tuccillo, avvocato di padre Stefano Manelli, accusato di abusi contro le suore ed ex religiose presso l'Istituto dei Frati Francescani dell'Immacolata di Avellino. A 'La vita in diretta' su Rai1 si parla dell'inchiesta aperta dalla procura di Avellino. Dopo aver mostrato il video esclusivo del Corriere della Sera in cui viene ripresa una lettera scritta col sangue e un marchio ma fuoco sulla pelle di una donna che è stata suora per 12 anni, interviene l'avvocato di padre Manelli.

"Padre Stefano segue l'ispirazione originale di San Francesco non voleva che ne lui né gli altri frati avessero che fare con denaro - dice - Quello che padre Stefano voleva era quello che San Francesco disse a Innocenzo III, 'Vogliamo vivere come uccelli nel cielo e pesci nel mare, non vogliamo amministrare denaro'. Proprio per purificare la chiesa e il francescanesimo dalla troppa vicinanza al denaro, padre Stefano iniziò questa meravigliosa opera chiedendo ai suoi frati di liberarsi totalmente dall'amministrazione del denaro e delle cose. All'inizio di questa vicenda, quello che era stato contestato prima a due frati e poi a padre Stefano era di aver liberato l'istituto di questi soldi. l'accusa era 'Tu lo hai fatto perché volevi trasferire questo denaro ad amici tuoi laici'".

"Sono tutte fandonie - ribadisce Tuccillo - Padre Pio ha dovuto soffrire delle stesse cose che sta soffrendo ora padre Stefano, e poi lo hanno fatto santo". Di tutt'altra opinione Giuseppe Sarno, avvocato dell'accusa. "So che ci sono due inchieste della procura ad Avellino, una Foggia e poi delle cause civili. Aspetto quello che deciderà la magistratura - afferma - due istituti sono stati commissariati, qualcosa che non funziona c'è".

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