La vita in diretta, in carcere padre Graziano è sereno e sta bene

Milano, 9 dic. (LaPresse) - Nel carcere di Arezzo, dov'è rinchiuso da 231 giorni, padre Gratien Alabi, il sacerdote congolese di 45 anni che è stato accusato di aver ucciso Guerrina Pisacaglia, 50 anni, sparita il 1 maggio 2014 da Cà Raffaello (Arezzo), è "sereno, taciturno e fisicamente sta bene, meglio di quando è arrivato". Lo hanno rivelato a 'La Vita in Diretta' alcune persone che hanno avuto modo di avvicinare il religioso all'interno del penitenziario. "Quando il sacerdote "vuole qualcosa - ha aggiunto la fonte - non esita a farsi valere". È "un uomo, un prete efficace", ha aggiunto un altro operatore del carcere. Gli unici ad andare a trovare il religioso, sono stati alcuni confratelli di origine congolese.

Nel corso del processo, che si aprirà il 18 dicembre, verranno sentiti anche i due frati che al momento della scomparsa di Guerrina Piscaglia abitavano con padre Graziano nel convento di Cà Raffaello (Arezzo).

Nel frattempo, la difesa del religioso sta preparando un'istanza da depositare presso la Corte d'Assise di Arezzo, per chiedere che gli vengano concessi i domiciliari in un convento romano da subito, senza aspettare che i problemi legati alla connessione Gps del braccialetto elettronico vengano risolti. A distanza di 4 giorni dalla notifica della concessione dei domiciliari da parte del gup del capoluogo toscano, infatti, il frate resta in carcere proprio per le difficoltà tecnologiche riscontrate con il braccialetto elettronico. Gli avvocati ne chiederanno l'applicazione quando si renderà disponibile. Il frate nel frattempo ha ricevuto la visita di uno dei suoi avvocati, Riziero Angeletti a cui il religioso, ha riferito lo stesso legale, ha detto che "da quando mi hanno dato i domiciliari sono tornato a dormire tranquillo".

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