La Russia perde la 'guerra del prosciutto' ma resta l'embargo
E Coldiretti avverte: La guerra commerciale ha colpito duramente l'agroalimentare Made in Italy

La Russia ha perso la 'guerra del prosciutto' al Wto che ha dichiarato illegittimo il divieto di importazione imposto dal Paese di Putin nel 2014 su suini vivi, carni suine fresche e altri prodotti suini provenienti dall'Ue, alla luce delle regole del commercio internazionale. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la misura era stata prese prendendo a pretesto la scoperta di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia, in zone di frontiera con la  Bielorussia.

Questa misura secondo il panel dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) - spiega la Coldiretti - non si basa sulle pertinenti norme internazionali e viola le norme dell'accordo Wto. La guerra del prosciutto è stata la prima ritorsione alle sanzioni decise dall'Unione Europea ed ha anticipato di pochi mesi l'embargo totale sancito dalla Russia ad una lista di prodotti per i quali è del tutto vietato l'ingresso, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e successiva proroga.

Una guerra commerciale che ha colpito duramente l'agroalimentare Made in Italy con un taglio delle esportazioni stimato dalla Coldiretti in 600 milioni di euro nell'arco di due anni, dovuto per circa la metà al completo azzeramento delle spedizioni di ortofrutta, formaggi, latticini, carni e salumi italiani interessate direttamente dall'embargo.

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