L'Expo piace sempre di più nel mondo

Cernobbio (Como), 26 ott. (LaPresse) - Scenografie da Oscar, curate ad Dante Ferretti e un sito espositivo che per la prima volta allineerà tutti i paesi in un unico viale. Questo sarà l'Expo del 2015. A svelare il progetto agli oltre 750 delegati e osservatori di tutto il mondo, riuniti a Villa Erba sul Lago di Como, è stato l'a.d. di Expo spa Giuseppe Sala. Vetri trasparenti riprodurranno le bellezze monumentali italiane senza nascondere i padiglioni dei paesi partecipanti. In più sono allo studio delle piattaforme tecnologiche ispirate all'Arcimboldo a cui stanno lavorando l'architetto Libeskind e Siemens. Di certo ci sarà "una forte integrazione - ha spiegato Sala - fra scenografia degli assi principali e i padiglioni".

Anche sul tema 'Nutrire il pianeta' al centro dell'Expo si sta lavorando a pieno regime. "Milano ha sempre anticipato il nuovo e la mia città vuole costruire una Expo che cambi il suo stesso volto, facendola diventare un laboratorio della crescita sostenibile" ha detto il sindaco di Milano e commissario straordinario Giuliano Pisapia salutando i delegati dal palco di Villa Erba a Cernobbio. "La crisi economica ha messo a nudo un modello di sviluppo non più sostenibile - ha aggiunto - e non basta archiviare un certo modo di pensare la crescita, ma occorre proporre alternative". Il commissario generale di Expo Roberto Formigoni punta alla collaborazione tra l'Italia, che garantisce un "impegno forte" e gli altri paesi partecipanti. Con l'obiettivo di "lavorare da oggi al progetto soprattutto per quanto riguarda il patrimonio di innovazione che possiamo lasciare come eredità" nella lotta alla malnutrizione. Sulle potenzialità di Expo puntano anche il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha salutato i delegati con un messaggio video. Secondo Marcegaglia la manifestazione sarà "una leva di sviluppo straordinaria e porterà investimenti straordinari per il nostro paese".

Organizzare Expo rappresenterà comunque una sfida che "non è per deboli di cuore" dice Vicente Loscertales, segretario generale del Bie, alla platea di Villa Erba. Per Loscertales "da qui al 2015 bisogna lavorare per un progetto insieme" superando le difficoltà "attraverso il dialogo". I paesi che hanno aderito alla manifestazione sono già 57, circa un terzo delle nazioni che aderiscono al Bureau. A tutti Loscertales ha chiesto collaborazione e una partecipazione di qualità. E mentre la Svizzera, primo paese ad aderire ad Expo, domani firmerà il contratto di partecipazione, manca ancora ila nomina del commissario italiano che dovrà sovraitendere alla costruzione del padiglione del nostro paese. "Una carenza che non ci aspettavamo", lamenta Pisapia che si dice sicuro che grazie all'intervento del ministro degli Esteri Franco Frattini, domani a Cernobbio, verrà colmata. Pisapia è anche certo che il governo italiano terrà fede agli impegni presi con il Bie, compreso quello di sbloccare i fondi per realizzare la manifestazione. Più ottimista Formigoni, secondo cui la nomina del commissario "avverrà nelle prossime settimane", sarà scelto "tra diversi curriculum" e sarà "una figura manageriale ma anche uomo di cultura" capace di svilluppare un "progetto fantasioso e creativo". "La nomina spetta al governo e stiamo valutando con Frattini diverse opzioni", spiega il presidente Provincia di Milano, Guido Podestà secondo cui "bisogna agire rapidamente" anche se c'è ancora tutto il tempo per realizzare un padiglione adeguato per l'Italia.

Nel pomeriggio spazio invece ai 90 paesi presenti al meeting come partecipanti e come osservatori e alle loro domande. Tra i paesi europei che non hanno ancora sottoscritto la loro partecipazione ci sono ad esempio Francia e Gran Bretagna, la cui adesione è imminente e Stati Uniti, presenti come osservatori. L'ambasciatrice di Haiti Geri Benoit assicura la presenza del suo Paese all'Expo 2015 anche se il presidente è stato eletto solo da una settimana. E assicura che sarà "una grande vetrina" per il suo paese. Il delegato afgano che chiede visto che presto cambierà il presidente del suo paese, se l'invito a partecipare verrà inviato anche al sostituto di Hamid Karzai. Esprimono dubbi sui cluster, spazi che raggrupperanno più paesi attorno ad un tema o ad un singolo alimento, espressi da Uruguay e Sierra Leone.

La Cina, che ha ospitato l'edizione del 2010 a Shanghai, con 73 milioni di visitatori, punterà alla promozione del commercio estero, all'agricoltura, e allo sviluppo delle aree rurali per affrontare il tema della nutrizione al centro di Expo 2015, spiega il delegato cinese Zhenge Zhao. La Turchia, che aveva concorso con l'Italia per l'edizione del 2015, guarda al futuro. Nel 2020 Smirne si ricandiderà come sede della manifestazione, che sarà dedicata alla salute. La delegazione di Ankara distribuisce già dei cd di presentazione che illustrano i progetti già avviati e descrivono i progetti per il futuro. L'Angola avrà un suo padiglione e non farà parte di un cluster. La commissaria Albina Assis Africano ha spiegato che il suo governo vuole preparare "esposizione importante" e gestire autonomamente il proprio spazio espositivo. Monaco ha mandato il suo ministro degli Esteri José Badia e la Russia il viceministro dell'Industria Georgy Kalamanov che oggi ha incontrato l'a.d. di Expo Giuseppe Sala. Per tutti questa Expo è una opportunità da cogliere.

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