Italiani incattiviti, Lucano: "Colpa di chi fa diventare legge la discriminazione"

L'ex sindaco di Riace punta il dito contro la politica dell'odio

"Viviamo in un'epoca in cui i rapporti umani sono sempre legati a questa aurea di sospetto. In un periodo in cui la discriminazione, le disuguaglianze diventano legge e diventano potere". Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, indagato dalla Procura di Locri in merito alla gestione del sistema dell'accoglienza, la fotografia scattata dal Censis che racconta di un'Italia incattivita e rancorosa, in cui la fa da padrone il sovranismo psichico, l'ha sperimentata da tempo in prima persona.

"Mi sono sempre sentito diverso - racconta a LaPresse - da giovane volevo tentare l'assalto verso il cielo, ma non nel senso religioso. E sono rimasto così". L'attualità, però, ha creato nuove distanze e l'azzurro, adesso, anche ai suoi occhi, è più distante. "Arrivano i migranti e c'è chi rimane al sole e a mettere la crema abbronzante. Io se c'è uno sbarco, come è successo a Riace, ho l'impulso di essere d'aiuto, accarezzare i bambini che arrivano, che hanno bisogno di te dopo tanto mare. Non voglio dire che io ho ragione,e gli altri torto. Ognuno segue la propria indole. Il dramma che stiamo vivendo è che chi la pensa in un modo un po' inumano, che dice 'devono andare a casa loro', che usa termini spregevoli verso chi chiede aiuto, odia te perché invece hai una sensibilità diversa. Io non odio le persone che non hanno questa sensibilità, compreso Salvini che ha fatto del suo ministero un ministero di odio, di paure. Con le misure che ha fatto ufficializza la società degli odii, delle paure, delle barbarie".

Lucano è in macchina diretto a Roma. Ma domani, come ha anche assicurato il ministro dell'Interno negli ormai celebri manifesti che hanno visto protagonista anche l'ex sindaco di Riace, in piazza del Popolo "non ci sarà". Non ha gradito, comunque, la 'trovata pubblicitaria' del vicepremier. "Attorno a me e a Riace c'è una violenza mediatica molto forte. È da un po' di tempo che sono sempre sotto una tensione emotiva fortissima. - spiega - Sono una persona che ha problemi giudiziari, e mi fa stare male, perché una delle cose che non volevo nella vita è che qualcuno potesse dubitare di quello che ho fatto".

Anche chi si definisce da sempre "in prima linea nelle coscienze" sembra un po' in affanno. "Oggi siamo divisi, c'è l'odio. Che cosa ho fatto io a queste persone? Nulla, ti odiano e ti dicono sei un buonista. Dobbiamo seguire questo istinto repressivo, di denigrazione delle persone. Ma non si potrebbe essere almeno neutrali? C'è una parte politica che ci detesta, anche se siamo minoranza. Il mondo va questa direzione, verso la materialità, il conformismo che umilia le coscienza, l'appiattimento. Un'imperdonabile indifferenza". Per Lucano, antidoto a tutto questo è il "restiamo umani" di Vittorio Arrigoni. "Però non so se basterà la mobilitazione di piazze e coscienze. È tutto il mondo che è così. Pensiamo al Brasile". Nessuna resa, comunque. "Non so a cosa ci dobbiamo legare, ma non ci tiriamo indietro - assicura - Spero in un'onda rossa che contrasti l'onda nera che sta passando sopra le nostre teste".

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