Interdetto medico a Reggio Calabria: dirottava pazienti verso uno studio privato
Induceva le persone a credere che la somministrazione della terapia prescritta avesse bisogno di visite preventive a pagamento

Il responsabile dell'ambulatorio oncologico della Casa della Salute di Scilla è stato sospeso dall'esercizio della professione. L'ordinanza è stata eseguita dalla guardia di finanza di Reggio Calabria che, nel corso delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, ha accertato che il medico, "approfittando dello stato di soggezione psicologica dei suoi pazienti - scrivono le fiamme gialle - e dei loro familiari" li induceva a credere che la somministrazione della terapia prescritta avesse bisogno di visite preventive a pagamento, ovviamente svolte nel suo studio privato. In questo modo lo specialista si faceva pagare somme di denaro indebite, visto che le visite private non solo erano inutili, ma erano già offerte in regime di assistenza sanitaria a totale carico del servizio sanitario nazionale. Nei confronti dei suoi pazienti, poi, spiegano le fiamme gialle aveva gravi mancanze, a causa di una "dolosa e funzionale carenza di informazioni" in merito alla possibilità di ottenere la stessa prestazione in sede ospedaliera e quindi senza costi aggiuntivi se non - in caso fosse previsto - quello del ticket. Alcuni dei pazienti, per soddisfare le pretese del medico, sono dovuti ricorrere a prestiti di denaro. La gravità dei fatti accertati ha quindi portato all'emissione dell'ordinanza interdittiva all'esercizio della professione nei confronti del medico e del sequestro preventivo dei suoi conti correnti bancari.

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