Incidente nella metro a Roma, s'indaga per disastro colposo

Resta chiusa la fermata Repubblica, ancora incerte le cause del cedimento. Campidoglio: "Undici milioni in bilancio 2018-2020 per scale mobili"

Rimane chiusa la fermata metro Repubblica, a Roma, dove mercoledì sera un tratto della scala mobile ha ceduto provocando 24 feriti. La polizia ha sequestrato tutta l'area della stazione perché la zona sarà oggetto di verifiche. La procura ha aperto un fascicolo per lesioni colpose e per disastro colposo, per ora a carico di ignoti. Il cedimento è avvenuto mentre un gruppo di tifosi russi in viaggio verso lo stadio Olimpico saltava sulle scale. Già al lavoro sul fascicolo il pm Francesco Dall'Olio che attende da soccorritori e forze dell'ordine le prime informative sul caso. Gli inquirenti dovranno stabilire se la scala abbia ceduto perché danneggiata dal comportamento dei passeggeri o se l'usura sia stata la causa del cedimento.

Nel frattempo il Campidoglio fa sapere che le risorse per la manutenzione della metropolitana, compresi ascensori e scale mobili, sono già state previste nel bilancio 2018-2020. "In merito a notizie di stampa sulla richiesta del 2015 di intervento manutentivo da parte di Atac a Roma Capitale, l'amministrazione precisa di aver messo a Bilancio 2018-2020 circa 11 milioni di euro per manutenzione e sostituzione di scale mobili e ascensori delle metropolitane per rispondere alle esigenze e necessità primarie dell'azienda dei trasporti. Inoltre 18 milioni di euro per la sostituzione di ruote e deviatoi della Metro A, così come 425 milioni di euro destinati alle infrastrutture delle metro e all'acquisto di nuovi treni. Queste le risorse impiegate a servizio della sicurezza delle metropolitane di Roma", spiega in una nota l'assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

"La sicurezza del trasporto pubblico della Capitale è nostra priorità. Per rispondere alle esigenze dell'azienda ad agosto 2016 abbiamo impiegato 18 milioni per la sostituzione delle ruote dei treni e dei deviatoi sulla Metro A, indicati da Atac come urgenza primaria - aggiunge - A maggio 2017 l'amministrazione ha poi lavorato per compilare e redigere schede e progetti per il restyling delle metro e il rinnovo dei binari, documentazione presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un importo di 425 milioni di euro".

"Nel frattempo - ribadisce - abbiamo messo a Bilancio 2018-2020 risorse per un importo di 11 milioni di euro per la sostituzione e manutenzione di 22 scale mobili, 4 marciapiedi mobili e 22 ascensori delle metro. Interventi per cui Atac sta predisponendo gli atti di gara. I lavori saranno effettuati nel 2019".

Referendum - Tutto questo mentre si avvicina l'11 novembre, data del referendum consultivo per mettere eventualmente sul mercato la partecipata capitolina dei trasporti. Il referendum è stato promosso dai Radicali italiani, mentre non è visto di buon occhio dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, che preferisce non aprire ai privati. L'obiettivo è mettere fine al monopolio Atac e liberalizzare i trasporti mettendoli a gara. I quesiti saranno due, a cui si dovrà rispondere Sì o No: ai cittadini romani verrà chiesto se vogliono che la gestione dei trasporti pubblici resti come è, o se invece vogliono che venga promossa una gara pubblica a cui possano partecipare anche altre aziende concorrenti. L'esito del referendum non è vincolante per il Comune. Ma oltre al fatto di non essere 'decisivo', c'è un altro motivo di polemica che accompagna il voto: il quorum. Essendo un referendum consultivo, è valido se si supera il 33 per cento degli aventi diritti al voto, a differenza di quello abrogativo in cui occorre la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Servono, quindi, almeno 800mila voti dei romani. Un risultato, secondo molti, difficile da raggiungere.

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