Immigrazione, Caritas: Canali più sicuri di ingresso legale in Europa

Roma, 19 giu. (LaPresse) - Attivare e facilitare canali di ingresso in Europa legali e sicuri sia per i richiedenti protezione internazionale, attraverso il rilascio di visti umanitari, che per i lavoratori migranti. E' solo uno dei punti che Caritas Europa e Caritas Italiana chiedono all'Europa in un appello diffuso dopo MigraMed, l'annuale incontro con le Caritas del bacino del Mediterraneo che quest'anno si è svolto ad Atene. Tra le richieste rivolte anche ai paesi di origine e a quelli di transito, estendere i programmi di ammissione umanitaria per coloro che fuggono da conflitti armati; impedire la restrizione della libertà di movimento e rispettare il diritto di lasciare qualsiasi paese incluso il proprio, anche attraverso un rapido accesso ai documenti di identità e di viaggio.

"Le persone coinvolte in migrazioni forzate, nel mondo, sono più di 45 milioni. Decine di migliaia sbarcano sulle nostre coste: cercano pace, sicurezza, democrazia, dignità, benessere - si legge in una nota - Italia ed Europa stentano a sviluppare politiche di accoglienza generose e realistiche, coordinate e condivise. Non assicurare ai rifugiati il rispetto dei diritti umani fondamentali, equivale a indebolire i diritti di tutti".

Dal canto loro anche i delegati Caritas membri del Consiglio nazionale di Caritas Italiana hanno confermato l'intenzione di proseguire nell'impegno di solidarietà, che vede oggi oltre 3.000 migranti accolti nei Centri Caritas su tutto il territorio nazionale, nella consapevolezza della generosità, ma anche di crescenti difficoltà e disagi nei territori e nelle comunità locali. Per questo si è ribadita l'esigenza e l'urgenza di progettualità realistiche da chiedere con forza alle istituzioni nazionali ed europee perché sia data protezione e vengano garantiti i diritti di quanti arrivano. "Infatti - si legge ancora nella nota - come ci ha ricordato papa Francesco nel suo messaggio ai migranti, per costruire un mondo migliore è necessario il reciproco aiuto tra Paesi perché nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse al fenomeno delle migrazioni, che è così ampio da interessare ormai tutti i Continenti nel duplice movimento di immigrazione e di emigrazione".

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