Ilva, sequestrati 1,2 miliardi alla famiglia Riva

Roma, 22 mag. (LaPresse) - La guardia di finanza sta eseguendo un sequestro preventivo e delle perquisizioni a carico della famiglia Riva, proprietaria del Gruppo Ilva. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Milano, Fabrizio D'Arcangelo, su richiesta dei pm Stefano Civari e Mauro Clerici, e riguarda 1,2 miliardi di euro sui conti correnti dei Riva. Emilio e Adriano Riva sono entrambi indagati per truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di beni e due professionisti di loro fiducia sono accusati di riciclaggio. I fondi sequestrati erano nel paradiso fiscale di Jersey. L'indagine che ha portato al sequestro di 1,2 miliardi alla famiglia Riva è partita da una verifica della guardia di finanza di Milano su uno scudo fiscale effettuato nel 2009 tramite 8 trust con sede in Jersey gestiti da una fiduciaria svizzera, in realtà riconducibili ai fratelli Emilio e Adriano Riva, entrambi indagati a Milano per truffa ai danni dello Stato e cessione fittizia di beni. Due consulenti della famiglia titolare dell'Ilva sono invece indagati per riciclaggio. Il patrimonio dei trust, pari a 1,2 miliardi, secondo gli inquirenti sarebbe stato costituito dal 1996 al 2006 principalmente con la compravendita di titoli a prezzi maggiorati con i fondi dell'Ilva e deriverebbero anche da tasse non pagate. I fondi sono stati sequestrati dagli uomini del nucleo tributario della guardia di finanza di Milano e delle fiamme gialle di Varese, che hanno eseguito un provvedimento firmato dal gip Fabrizio D'Arcangelo su richiesta dei pm Stefano Civardi e Mauro Clerici. Oltre ai sequestri, sono in corso una serie di perquisizioni nei confronti della famiglia Riva e di diversi professionisti che ne hanno curato la pianificazione fiscale. La guardia di finanza ha fatto sapere che "gli indagati, attraverso complesse operazioni societarie su partecipazioni detenute da società di diritto olandese e lussemburghese, avrebbero fatto confluire in alcuni trust accesi nelle Isole del Canale (Jersey) il proprio patrimonio, provento di molteplici delitti di appropriazione indebita aggravata in danno delle varie società del Gruppo industriale di riferimento, frode fiscale, infedeltà patrimoniale e false comunicazioni sociali".


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