Ilva, acquirente vuole modifica contratto. Emiliano: "No ricatti, ricorso resta"
Una nuova doccia fredda arriva sulla trattativa

Una nuova doccia fredda arriva sulla trattativa Ilva: mentre il presidente della Regione Puglia ribadisce che, se le cose non cambiano, non ha nessuna intenzione di ritirare il ricorso al Tar, ArcelorMittal fa sapere di voler modificare il contratto di acquisto dell'azienda per tutelarsi, fino a sciogliere l'accordo, nel caso in cui i ricorsi vengano accolti. ArcelorMittal, secondo quanto confermato da fonti Mise, avrebbe chiesto e comunicato ai commissari che gestiscono l'impianto una serie di "modifiche e integrazioni" al contratto.

Emiliano, da parte sua, si dice pronto ad incontrare i responsabili del colosso della siderurgia: "Ho avuto già la disponibilità e ci incontreremo appena l'azienda sarà disponibile",assicura, mentre sulla vicenda del ricorso Emiliano non molla di un centimetro: "La Regione Puglia non lo ritirerà sulla base di annunci e sarà difficile che qualcuno mi costringa, attraverso pressioni non motivate, a fare alcunché. Bisogna lavorare, studiare, e trovare soluzioni per andare avanti nella procedura di vendita dell'Ilva - prosegue il governatore - e non ricattare le persone e meno che mai i Comuni e le Regioni". "Il presidente del Consiglio ha un mezzo fondamentale per chiudere il ricorso - aggiunge il governatore - modificare il Dpcm nel senso auspicato da Regione e Comune di Taranto. Siamo convinti che la diretta assunzione della questione in capo a Gentiloni sia una buona notizia, ho fiducia in lui e sono convinto che egli sia portatore di una terzietà rispetto alla vicenda dell'acquisto dell'Ilva".

Infine per quel che riguarda il tavolo con il ministro Carlo Calenda, sospeso tra le polemiche lo scorso 20 dicembre "spero si riparta senza ricatti e condizioni", dice. "Io spero che l'intervento del presidente del Consiglio ripristini la logica normale della vita quotidiana delle imprese, delle famiglie - prosegue - E che si possa trovare un'intesa, senza porre come condizione della prosecuzione della analisi dei problemi, il ritiro del ricorso. Perché, se noi ritiriamo il ricorso, è molto probabile che col clima di pressione che si sta creando sulla Regione e sul Comune di Taranto qualcuno pensi di lasciare il mondo come sta. Il mondo come sta non rimane perché quel piano industriale, ammesso che qualcuno ce lo faccia vedere, e il piano ambientale vanno corretti. Tutto qua".

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