IL RACCONTO - Tav, De Luca assolto per frasi su sabotaggio. Applausi in aula

Di Alessandro Banfo

Torino, 19 ott. (LaPresse) - Sguardo fisso davanti a sé, viso impassibile e neanche una parola. E' stata questa la reazione di Erri De Luca, quando poco dopo le 13, il giudice del tribunale di Torino Immacolata Iadeluca lo ha assolto "perché il fatto non sussiste". Lo scrittore napoletano era accusato di istigazione a delinquere per alcune interviste risalenti al 2013 in cui sosteneva che la Tav andava "sabotata". I pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino avevano chiesto per l'imputato una condanna a otto mesi di reclusione. Pochi secondi dopo l'assoluzione, l'aula è esplosa negli applausi e nelle urla di festa dei tanti sostenitori che hanno scandito il coro: "Forza Erri".

Per il tribunale di Torino insomma lo scrittore classe 1950 non ha commesso nessun reato. Nella prima mattinata erano arrivate le decise dichiarazioni spontanee dell'autore de 'Il peso della farfalla', tese più a ribadire la propria posizione che a scagionarsi dalla pesante accusa. "Sarei presente in quest'aula anche se non fossi lo scrittore incriminato. Considero l'imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie. Svolgo l'attività di scrittore e mi ritengo parte lesa di ogni volontà di censura - ha spiegato - Confermo la mia convinzione che la linea di sedicente alta velocità in Val Susa va ostacolata, impedita e intralciata, dunque sabotata per la legittima difesa del suolo e dell'aria di una comunità minacciata. La mia parola contraria sussiste e sono curioso di sapere se costituisce reato".

Dopo le sue parole i giudici si sono riuniti in camera di consiglio, uscendo dopo circa quattro ore con la sentenza che ha assolto l'intellettuale campano. E lui, dopo aver ricevuto i sinceri abbracci dei sostenitori in aula, ha parlato con chiarezza: "Mi sono trovato in una lunga sala d'attesa che adesso è finita. Rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto qui e in Francia. Questa assoluzione ribadisce il vigore dell'articolo 21 della costituzione che garantisce la più ampia libertà di espressione".

Poi è arrivata una piccola stoccata a coloro che lo avevano sostenuto anche con una appello firmato da 65 personalità del mondo dello spettacolo: "Assenze in aula? Era molto piena, per quanto riguarda i colleghi c'erano state molte liste a mio sostegno. Quelli che non hanno firmato oggi volevano rimarcare la loro distanza, sono degli assenti". Infine lo scrittore a LaPresse ha ribadito he continuerà il suo appoggio al movimento No Tav: "Ho la convinzione che loro siano nel giusto ad opporsi all'opera".

Soddisfatto il legale dello scrittore, Gianluca Vitale: "La sentenza riporta le cose al loro posto, si può parlare anche di Tav. Bisogna che tutti capiscano che c'è un limite alla repressione, le opinioni devono essere lasciate libere. Anche Torino e la Val Susa sono posti normali".

Dopo la sentenza torinese non sono mancate le reazioni. Positive le parole del collega Roberto Saviano ("Felice per l'assoluzione di Erri De Luca. Accade che anche i tribunali italiani agiscano secondo diritto, difendendo la libertà d'espressione", ha detto) e del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che su Twitter ha scritto: "Sono assai felice per Erri, uomo libero, napoletano coraggioso, spirito libertario". Commenti di tenore opposto da parte del centrodestra: per Maurizio Gasparri di Forza Italia De Luca "per me resta un vigliacco che aizza i ragazzi mentre lui rimane a casa", mentre Maurizio Lupi di Area popolare in una nota ha affermato con durezza che "De Luca non avrà commesso un reato, ma forse ha fatto di peggio, ha convinto tanti giovani che lanciare una molotov o picchiare un poliziotto è un diritto. Non sarà l'assoluzione di un tribunale a togliergli questa colpa".

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