IL RACCONTO - Gelli, funerale in chiesa con parenti e curiosi senza volti noti

Dalla nostra inviata a Pistoia Laura Carcano

Pistoia, 17 dic.(LaPresse) - Un centinaio di persone hanno partecipato oggi alle esequie di Licio Gelli a Pistoia, nella città natale dell'ex venerabile. Molti i curiosi. Ma poche le facce note. Parenti, amici soprattutto, conoscenti. Nella centrale Chiesa della Misericordia ai funerali del capo della loggia massonica P2 è stata anche letta una sua poesia. A declamarla un'amica di famiglia del venerabile che nella sua vita aveva dato anche altre prove poetiche: "Quali frutti può dare il seme che ho lasciato alle spalle? Ho lasciato alle spalle odio e amore e auspico che i semi che ho gettato diventino frutti col ricordo di me", il senso dei versi, quasi un testamento spirituale.

La nipote di Gelli ha letto un passo della lettera di San Paolo che recita: "Chi è morto è ormai libero dal peccato". Il sacerdote nella sua omelia ha sottolineato che Gelli ha vissuto tanto e ha ricordato come "una lunga vita consente di capire che non si è onnipotenti ma fragili". Alle esequie oltre alla figlia Maria Rosa e alla moglie Gabriela, il suo storico avvocato Raffaello Giorgetti e uno dei medici che gli hanno prestato cure negli ultimi tempi. Alla cerimonia, oltre alla presenza di esponenti delle forze dell'ordine, un costante servizio di vigilanza privato. Gelli è morto nella serata di martedì, a 96 anni, nella sua residenza di villa Wanda ad Arezzo. Anche alla camera ardente, ieri, i visitatori affluiti non sono stati molti. Dopo il funerale la salma è stata portata al cimitero della Misericordia di Pistoia con il carro funebre seguito da un piccolo gruppo di auto con i membri della famiglia di Gelli. Sepoltura blindata riservata a parenti e amici stretti. All'uscita del cimitero il nipote di Licio Gelli, Alessio, visibilmente commosso, si è limitato a dire del nonno: "Un grande uomo".

La testimonianza dell'imprenditore ex politico, che torna in politica. Nessun volto particolarmente celebre a Pistoia dunque ai funerali di Licio Gelli, ma fra i politici c'era Gianmario Ferramonti, ex leghista e partecipe della fondazione di Alleanza Nazionale e Forza Italia, prima di essere stato travolto dallo scandalo Phoney Money, per cui fu arrestato, “ma per cui non sono stato rinviato a giudizi”, dice. Ritornato in politica nell'area del centro-destra, di lui si è sentito parlare anche come possibile candidato a Sindaco di Milano per le prossime amministrative del 2016. Afferma di aver conosciuto bene Gelli: “E' un personaggio – dice Feramonti -che inciderà d'ora in poi sulla storia italiana molto di più di quanto abbia già fatto prima. Perché? Magari avrà lasciato qualche documento che prima di morire non voleva che fosse diffuso e invece magari dopo sarà diffuso. Magari vi si nascondono i veri retroscena della storia, anche della fuoriuscita di Berlusconi: se è vero che se n'è andato lui o è stato cacciato? Sarebbe interessante saperlo” “Ad ogni modo- prosegue – Licio lascia un'eredità che sarà importantissima, non sappiamo chi la raccoglierà, ma chiunque sia sarà una persona all'altezza”. “Con Gelli avevo una amicizia forte. Negli ultimi mesi ci sentivamo con Gelli e diceva che era pronto a partire per l'oriente eterno, era sereno, e' partito in pace con se stesso e con Dio”, assicura Ferramonti. Se sono un massone? “Sono un patriota”, risponde Ferramonti.

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