IL PUNTO Garlasco, pg Cassazione a sorpresa: annullare condanna Stasi

Roma, 11 dic. (LaPresse) - Requisitoria con sorpresa in Cassazione dove oggi si sta celebrando il processo per il delitto di Garlasco, il cui unico imputato è Alberto Stasi, condannato nell'appello bis a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, nell'agosto del 2007. Il procuratore generale, Oscar Cedrangolo, ha chiesto l'annullamento con rinvio in accoglimento del ricorso dell'imputato, che chiedeva l'assoluzione, e del ricorso del pg di Milano, che chiedeva al contrario il riconoscimento dell'aggravante di crudeltà. La Procura generale di Milano ha chiesto invece 30 anni per Stasi chiedendo che venga condannato con le aggravanti della crudeltà e della premeditazione. "L'annullamento che chiedo è con rinvio - ha sottolineato - per una questione di scrupolo e rispetto nei confronti del grido di dolore di tutte le parti. Il rinvio servirà per nuovi accertamenti prove e valutazioni".

SENTENZA CERCHIOBOTTISTA. Sembrerebbe una richiesta contraddittoria quella del sostituto procuratore generale Cedrangolo ma come lui stesso ha spiegato: "Siamo in presenza di un omicidio efferato, commesso con brutalità" e proprio per questo "non si può dare un colpo al cerchio e uno alla botte" come a suo dire ha fatto il giudice dell'Appello bis condannando Stasi. "Se l'imputato è innocente - ha concluso Cedrangolo - va assolto altrimenti va condannato a pena adeguata per l'atrocità del delitto commesso".

PERNICIOSA SPETTACOLARIZZAZIONE. "Qui vogliamo evitare la perniciosa forma di spettacolarizzazione", ha sottolineato il pg. "Noi non pensiamo che tra gli spettatori ci sono anche i giudici che certo non sono immuni dai condizionamenti. Alcune vicende nulla hanno di spettacolare. Il dolore merita rispetto".

MOVENTE COSTRUITO. "Il movente non c'è ma si costruisce ad arte". Toccando il nodo centrale delle impronte delle scarpe il pg ha evidenziato che "la scena del delitto è stata calpestata da 24 persone. Per questo gli accertamenti fatti risultano inaffidabili per il massiccio inquinamento del luogo". Si è chiesto ancora: "Che fine hanno fatto le impronte in uscita? Stasi non può essere andato via volando anche perché la sentenza dice che le scarpe di Stasi sono copiosamente imbrattate di sangue". Alberto, così come i genitori di Chiari, non erano in aula. Il bocconiano attenderà il verdetto nella villetta di vai Pascoli a Garlasco.

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