I genitori di Regeni: Abbiamo visto tutto il male del mondo
Un anno fa la scomparsa del ricercatore

 "Abbiamo visto tutto il male del mondo ma non siamo soli". Così i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio Regeni in una lettera pubblicata da Repubblica. "E' cominciato tutto un anno fa. Un anno da quando il buio è entrato a far parte delle nostre vite. Un anno da quando ci informarono che il nostro Giulio era sparito. Un anno da quando, a casa sua, al Cairo - raccontano i due genitori - ricevemmo quella telefonata nella quale ci comunicarono che stavano per raggiuncerci l'ambasciatore Maurizio Massari e l'allora ministro Federica Guidi per comunicarci 'notizie non buone'".

"In questo anno - proseguono Paola e Claudio - abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre ad essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi 'verità per Giulio'. In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato più calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli. Quegli scatoloni pieni di lettere e cartoline sono sempre accanto a noi, e non è un particolare: la solidarietà è qualcosa di tangibile, di umano, è tutto il bene del mondo", scrivono ancora Paola e Claudio.

"Giulio - proseguono i genitori - non aveva confini ma soltanto curiosità, aveva solide radici e tradizioni ma voleva conoscerne sempre di nuove e diverse. Era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di 'Giulio d'Egitto', che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sarà tempo. Ora è soltanto il momento della verità: vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio".

"Sappiamo che non siamo i soli a volerlo. Per questo speriamo che oggi questo fiume in piena d'affetto si riversi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio e per la giustizia di coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani. 'Verità per Giulio' è un grido di dolore. Ma anche di speranza".
 

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