Gorizia, annunciata chiusura centro stampa: poligrafico si suicida sul posto di lavoro
L'uomo, friulano di 49 anni, lascia la moglie e un figlio

Era caporeparto in un centro stampa e non ha retto alla notizia della chiusura annunciata pochi giorni fa. L'uomo, friulano di 49 anni, si è suicidato sul luogo di lavoro, a Savoglia, in provincia di Gorizia, lasciando moglie e un figlio. 

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Assostampa del Friuli Venezia Giulia esprimono profondo cordoglio per la tragica morte del collega poligrafico del centro stampa di Gorizia dove da sei anni si stampano il Piccolo di Trieste e il Messaggero Veneto di Udine. "Questo è il momento del dolore e del silenzio e bene hanno fatto le assemblee dei lavoratori e dei giornalisti dei due quotidiani a proclamare immediatamente e semplicemente lo sciopero", fanno sapere in una nota diffusa da Assostampa Fvg. "Ma non possiamo non ricordare che il tragico gesto giunge all'indomani dell'annuncio del gruppo Gedi di trasferire la stampa dei due giornali e le maestranze nella tipografia di Padova. Il rispetto che si deve a tutti i lavoratori, alle loro vite e alle loro famiglie non può non imporre una riflessione su politiche aziendali che, ormai ovunque, spingono le aziende a trattare il bene informazione con criteri esclusivamente ragionieristici", prosegue la nota.

"Viene così fatta passare in secondo piano - si legge ancora nella nota - la qualità del prodotto, il radicamento sul territorio e, purtroppo, anche la dignità del lavoro, sempre più ridotto a merce, e delle persone, ormai pedine da spostare senza criterio sullo scacchiere dei risparmi, degli accorpamenti e dei tagli indiscriminati". "Il rispetto per le persone, prim'ancora che dei lavoratori, deve tornare a essere nell'Italia del 2018 una precondizione di relazioni industriali e sindacali spesso degradate, nel rispetto dei sacrosanti principi costituzionali. Alla famiglia e ai colleghi del lavoratore scomparso le condoglianze e la vicinanza commossa del sindacato unitario dei giornalisti italiani", conclude la nota.

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