Christian Solinas, nuovo governatore della Sardegna
Governo in fibrillazione, pini di Roma, Brexit e Coppa Italia, gli eventi da non perdere di martedì 26 febbraio

LaPresse e upday presentano gli eventi da non perdere di martedì 26 febbraio 2019

Governo - Il voto sardo ha segnato il trionfo del centrodestra che ha vinto nonostante un candidato, almeno sulla carta, non fortissimo. Il centrosinistra si conferma in ripresa rispetto al disastro del 4 marzo, mentre si ripete (come in Abruzzo e in tutte le elezioni successive alle politiche) la debacle del M5S. Da Conte a Di Maio, molti si sono affrettati a dire che questo risultato non avrà effetti sul governo. Ma è chiaro che il centrodestra, adesso, ha una carta forte da giocarsi con Salvini. Un invito a tornare all'ovile "perché è così che si vincono le elezioni". Berlusconi ha ricordato al ministro degli Interni che la Lega (bene ma non benissimo in Sardegna) non è autosufficiente e la capogruppo alla Camera di Forza Italia, Maria Stella Gelmini, ha cominciato a parlare di mozione di sfiducia. Il ministro Tria ha preso posizione critica sulla delicatissima questione della Tav dicendo che senza certezze e se si continuano a cambiare norme e decisioni con effetto retroattivo, nessuno si fiderà più a investire in Italia. Una critica tutta rivolta all'abitudine di M5S  di non attribuire alcun valore alla continuità politica e amministrativa del Paese. Ci sono infrastrutture a lungo termine e non è possibile che ogni governo che arriva cambi tutte le decisioni già prese, ha detto Tria. Di Maio ha annunciato cambiamenti per il M5S, ma i dissidenti interni vanno all'attacco. Parlare di crisi imminente è sicuramente sbagliato, ma la situazione non è mai stata così fluida.

Il pino crollato in viale Mazzini a Roma

I pini di Roma - "Come i pini di Roma, la vita non li spezza" cantava Venditti in "Notte prima degli esami". Ma i pini (e non solo quelli) della Capitale cadono con frequenza sempre maggiore: per il vento, per la pioggia o anche soltanto perché sono vecchi e malati e le loro radici non abbastanza profonde, non riescono più a tenerli in piedi. Cadono sulle auto dei romani schiacciandole e, a volte, purtroppo, cadono sulle persone ferendole gravemente come è successo ieri in viale Mazzini. La sindaca Raggi ha detto che "serve un piano straordinario per l'abbattimento di tutti gli alberi malati e arrivati a fine vita a Roma. Si tratta di piante per le quali non c'e' alcun rimedio e per le quali non basta la manutenzione. Questi alberi li potremo sostituire piantandone altri, giovani e sani, al loro posto. Molti degli esemplari caduti hanno circa 90 anni: sono stati piantati durante il regime fascista ed ora sono giunti al termine della loro esistenza". Giusto, ma il problema sono i fondi che mancano e la necessità di fare in fretta perché è probabile che siano ormai molti gli alberi che sono arrivati alla fine dei loro giorni, anche perché vennero messi a dimora più o meno negli stessi anni. E' una corsa contro il tempo e contro i pini di Roma che, forse, dovranno sparire dal panorama della città.

Theresa May al summit con la Ue e la Lega Araba di Sharm el Sheikh

Brexit - Theresa May non ha quasi più tempo. Il rischio di una Brexit "no deal" (senza accordo con la Ue) è palpabile con le disastrose conseguenze che si porterebbe dietro. E, adesso, anche il leader laburista Jeremy Corbyn, rompe gli indugi e sembra superare le ambiguità che, in questi mesi, lo hanno fatto apparire quasi come un euroscettico e sono all'origine della scissione nel Labour. Così, ieri sera, Corbyn ha annunciato che domani i deputati del Labour appoggeranno tre mozioni: la prima è quella di Yvette Cooper che propone un'estensione di nove mesi per trattare con Bruxelles l'uscita dalla Ue se, entro il 13 marzo, Theresa May non sarà riuscita a trovare un'intesa. I laburisti voteranno anche una mozione per il mantenimento dell'unità doganale con l'Europa dopo la Brexit (in sostanza, l'esatto contrario della Brexit) e, in subordine, Corbyn è disposto a rilanciare l'opzione di un secondo referendum.

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio

Decretone e reddito di cittadinanza - Continua questa mattina, in aula al Senato, il dibattito sul decretone che contiene Quota 100 e il reddito di cittadinanza. Ma per il Rdc (cavallo di battaglia del M5S) si avvicina l'ora X. La data fatidica è il 6 marzo giorno a partire dal quale (online sul sito redditodicittadinanza.gov o in uno dei 13mila uffici postali italiani o tramite un Caf) si potrà presentare la domanda per ottenere l'agognato sussidio. Il modulo per la domanda dovrebbe apparire da mercoledì sul sito. Le poste riceveranno le domande e le gireranno all'Inps al quale spetterà istuirle per poi, eventualmente, provvedere all'erogazione. Fatte le verifiche, il cittadino che ne ha diritto verrà chiamato a ritirare (di nuovo alle Poste) la sua card con i soldi del Rdc. Gli uffici postali si organizzeranno a partire dal 6 ma chiederanno ai cittadini di scaglionarsi nella settimana dal 6 al 13 marzo a seconda dell'iniziale del cognome. Ma alcune cose mancano ancora per poter partire: non c'è ancora la convenzione con i Caf e manca l'accordo con le regioni per l'assunzione dei famosi navigator. Ci sono questioni sindacali e concorsuali di non semplice soluzione. Il Rdc rischia di partire con l'affanno.

Un momento di Lazio-Milan 1-1 in Campionato. Ciro Immobile va al tiro

Coppa Italia - Si giocano tra oggi e domani, le semifinali di andata di Coppa Italia. Per la prima volta, da anni, non c'è la Juventus e per le quattro squadre rimaste in lizza: Lazio, Milan, Fiorentina e Atalanta, si apre una grande occasione. Questa sera (ore 21, stadio Olimpico) si gioca Lazio-Milan. Domani sera, a Firenze, tocca a Fiorentina e Atalanta. I ritorni (e questo è un po' strano) si giocheranno addirittura tra un mese, il 24 aprile. Ecco le probabili formazioni di Lazio-Milan. Lazio (4-3-2-1): Strakosha; Marusic, Acerbi, Leiva, Lulic; Badelj, Romulo, Parolo; Milinkovic-Savic, Correa; Immobile. All. Simone Inzaghi. Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Romagnoli, Musacchio, Laxalt; Kessiè, Bakayoko, Paquetà; Suso, Piatek, Borini. All. Rino Gattuso. Arbitra Orsato.

 

 

 

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